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marted́, 20 febbraio 2018

L'Iss: "Ancora mancano i dati" - di M. Barresi


CATANIA - A Niscemi si lotta, ma la partita decisiva si gioca a Roma. Dopo il blitz dei No Muos di lunedì nella base Usa di contrada Ulmo (due arresti, cinque denunciati e un vespaio di polemiche), il clima resta incandescente. Intanto nei laboratori dell’Istituto superiore di Sanità è in corso lo studio sugli effetti del sistema satellitare sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Un verdetto decisivo - e per qualcunio "già scritto" - sull’attesa del quale si fonda lo stop degli americani all’installazione delle parabole.

Ma quella che era stata annunciata dal governo Crocetta come una “cabina di regia” super partes, è di fatto un gruppo di lavoro interno all’Iss. L’assessore regionale al Territorio e ambiente, Mariella Lo Bello, ha denunciato negli scorsi giorni che "nelle sedute del tavolo tecnico sembrerebbe che non siano stati convocati gli esperti proposti dalla Regione". Ovvero: Massimo Zucchetti (docente al Politecnico di Torino e icona del popolo No Muos) e Antonio Sansone Santamaria per l’assessorato all’Ambiente; Mario Palermo, designato dall’assessorato alla Salute. Un’esclusione che, sostengono a Palermo, sarebbe stata decisa lo scorso 15 aprile.

Ma dall’Iss rispondono che "c’è stato un corto circuito comunicativo, perché sin dal tavolo del 21 marzo, con i governi nazionale e regionale, era ben chiaro a tutti che lo studio sarebbe stato condotto da un gruppo di lavoro interno all’Istituto superiore di sanità", come da Roma ci conferma Loredana Musmeci, direttore del Dipartimento Ambiente e prevenzione primaria dell’Iss. In tutto sette esperti, suddivisi per settori di competenza: "radiazioni non ionizzanti", "ambiente e salute" ed "epidemiologia". "Il nostro lavoro - spiega Musmeci - è quello di valutare la situazione di rischio che si verrebbe a creare con l’attivazione del Muos in aggiunta alle antenne già funzionanti. Abbiamo già a disposizione la stima dell’impatto del Muos, ma non ancora i dati sugli impianti funzionanti (le 41 antenne, ndr)".

Il problema sollevato dAll’Iss è grave: «In atto ci mancano diversi elementi - ammette Musmeci - decisivi per lo studio, che comunque va avanti con la documentazione già raccolta dai singoli gruppi che lavorano separatamente". Il “black out” - secondo l’Iss - dipende dalla Regione (in particolare su dati ambientali) e dal ministero della Difesa, il quale a sua volta li aspetta dalla Marina americana. Oggi, a Roma, è previsto un incontro fra i vertici dell’Istituto e l’Ambasciata Usa.

"Se avessimo tutte le informazioni richieste entro la prima decade di maggio - assicura la dirigente dell’Iss - riteniamo di poter concludere lo studio entro la scadenza prevista per il 31 maggio". Ma l’Iss, prima di arrivare alle conclusioni, "avvierà, come previsto sempre nel tavolo del 21 marzo, una fase di confronto con gli esperti nominati Regione e Ispra". Più che confronto è prevedibile che sarà uno scontro. Zucchetti, infatti, ha definito gli studiosi Iss "notoriamente negazionisti al 100% sugli effetti dei campi elettromagnetici". E se gli esperti della Regione dovessero contestare un (eventuale) via libera al Muos? "Ci confronteremo sui contenuti - risponde Musmeci - e, in caso di contestazioni che non riterremo fondate, risponderemo con le nostre argomentazioni".