Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
martedì, 12 dicembre 2017

Pubblicato: 21/03/2013

"Crollo delle imprese a Catania"

I dati della Camera di commercio etnea: "Nel 2012 decrescita tra il 4 e il 5%: oltre 7.200 hanno cessato l'attività risucchiate dai troppi centri commerciali"

CATANIA - Ogni giorno dell'anno 2012 a Catania e provincia nascevano 18 imprese, ma ne cessavano circa 20: sono infatti oltre 7.200 le imprese che hanno cessato di vivere nell'anno appena trascorso. È la Camera di commercio etnea a divulgare i dati: al 31 dicembre dello scorso anno il totale delle imprese iscritte è di 100.411; le imprese attive sono 81.039. Le iscrizioni di nuove imprese sono state 6.586, mentre le cessate 7.224. Il tasso di natalità è stato del 6,54%, quello di mortalità del 7,17%; il tasso di sviluppo del - 0,63%. Nel commercio si è registrato -3,97%; industria (attività manifatturiere) -4,56%; costruzioni -2,59%; agricoltura -4,78%; turismo (alloggio e ristorazione) -4,91%.

"La decrescita assume valori tra il 4 e il 5% - osserva il segretario generale della Camera, Alfio Pagliaro - e se limitassimo l'analisi ai soli dati generali saremmo tentati dal leggervi un cauto ottimismo, ma se analizziamo le imprese attive, ovvero quelle imprese che rappresentano l'economia reale, allora ne ricaviamo un'immagine ben diversa. La crisi ha affondato il rostro nella 'carne viva' del tessuto economico, ossia quello delle piccole e medie imprese". Oltre a quelli portanti, anche i restanti settori economici hanno fatto registrare il segno meno: le imprese cessate sono state in numero evidentemente superiore a quelle nate.

Secondo Pagliaro "il disagio poggia soprattutto sull'abnorme crescita dei centri commerciali, che come un nodo scorsoio hanno cinturato Catania soffocandola lentamente e sottraendo clienti dalle città limitrofe, risucchiate dai troppi centri commerciali che offrono shopping e servizi". "Oggi è facile gridare all'assassinio - conclude Pagliaro - chi aveva il dovere di farlo non ha presentato  idee, progetti, programmi, che riportino il centro storico al centro dell'interesse della gente, fornendo anche servizi che stimolino curiosità, intrattenimento, cultura e non solo semplice shopping".