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martedý, 12 dicembre 2017

"Centodieci dentro e qualche milione fuori"

Mario Barresi / 
Grillo gongola da casa: "Nessun inciucio, faremo quello che abbiamo promesso. A partire dal reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro. Riconsegnare il Paese a Berlusconi Ŕ un crimine contro la galassia"

"Arrendetevi tutti, siete circondati". Sembra di risentire quell’urlaccio di piazza San Giovanni, nelle segreterie dei partiti dove gli sherpa sono già impegnati con pallottoliere e alambicco per mettere su qualche altra "strana maggioranza". 

Intanto lui, sul letto di casa, gongola. E condivide la vittoria con il suo popolo, naturalmente in diretta streaming sul web. Un elettore italiano su quattro ha scelto Beppe Grillo: lo tsunami ha inondato tutta Italia, dalla Val di Susa alla Sicilia, dove il successo è ancor più chiaro. Il Movimento 5 Stelle incrementa il risultato delle Regionali: nell’isola è il primo partito, sia al Senato (30%, superato solo dalla coalizione di centrodestra) sia alla Camera (fra il 33 e il 35%).

Nel pomeriggio un profetico tweet dopo gli instant poll  ("L’onestà andrà di moda"), Grillo si materializza alle nove e mezza della sera. In rete, ça va sans dire, sul canale YouTube “La Cosa Channel”. "Sono qui nel lettino, mi hanno messo a letto a casa mia... Abbiamo avuto un crollo di adrenalina, ora sto tornando normale". 

A risultati consolidati, ora si può esultare: "Saremo una forza straordinaria. Saremo 110 dentro e qualche milione fuori". Ma c’è anche un 75% di elettori che non ha votato 5 Stelle: "Bisognerà fare due calcoli - dice Grillo - perché ci sono una ventina di milioni di italiani che non hanno voluto osare perché forse, sotto sotto, gli sta bene così: riconsegnare a Berlusconi il Paese per sei mesi o un anno credo che sia un crimine contro la galassia".

Eppure non è un’accusa ad personam al Cavaliere: "Sono dei falliti, sia Berlusconi che Bersani. Sono lì da 25-30 anni, hanno portato questo Paese alla catastrofe. Faranno un governo Pdl-Pd? Ma sì, per forza. Noi siamo il vero ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare. Potranno andare avanti ancora per 6-7 mesi", conclude. 

Sulla posizione nel nuovo Parlamento il comico-blogger-politico ironizza: "Dove ci collocheremo? Spero dietro ognuno di loro". Poi specifica: "Intanto entriamo in Parlamento e ci perfezioniamo. E non pensino di fare inciucetti, inciucini. Faremo tutto quello che abbiamo promesso in campagna elettorale", a partire dal "reddito di cittadinanza, nessuno deve rimanere indietro".

Concetti che aveva già espresso dopo aver votato alla sezione 617, all’istituto agrario “Marsano” di Genova ("quasi quasi votavo Casini... Poi, no, ho votato d’istinto") in quello che diventa un comizio last minute. Laddove, incalzato sull’eventuale pareggio, sentenzia: "Ma quale ingovernabilità! L’ingovernabilità è quella fatta da finti economisti, finti politici. Meglio di questi politici, basta che ci metti Qui, Quo e Qua".

Via web arriva anche la benedizione di Dario Fo: "Questa è una straordinaria vittoria dei giovani. Pulizia e giovinezza stanno vincendo", esulta il premio Nobel. Giurando che il M5S "ha imparato ad ascoltare qualcosa pure dai vecchi. Abbiamo bisogno di cambiare tutto. Ora si rischia una legislatura breve ma intanto bisogna reinventare il modo di stare nelle istituzioni".

E anche i 5 stelle di Sicilia fanno festa: sei senatori e decine di deputati. Giancarlo Cancelleri, capogruppo all’Ars, inquadra subito la situazione: "Il nostro non deve più essere considerato un voto di protesta ma un voto di proposta, figlio di una scelta consapevole dei cittadini".

E il capolista alla Camera in Sicilia occidentale, Riccardo Nuti, da neodeputato virtuale, si porta avanti col lavoro: "Dobbiamo iniziare costringendo le forze politiche a ragionare sui contenuti. In Sicilia il lavoro fatto all’Ars ha dato i suoi frutti e ce lo aspettavamo. L’intento è quello di portare il governo a discutere delle nostre proposte. Se i lavori in aula ce lo consentiranno, il nostro primo provvedimento riguarderà la legge anti-corruzione". 

Ma né con Bersani, né con Berlusconi, la carica delle "zitelle acide" (copyright Cancelleri post Regionali) pianterà le tende a Montecitorio e Palazzo Madama. Con un’ideuzza che ieri, nelle sedi siciliane e non soltanto, cominciava a prendere forma: "Facciamoli cuocere nel loro brodo, quelli lì. Tanto si tornerà a votare, prima o poi. E quel giorno saremo maggioranza assoluta nel Paese".