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marted́, 22 gennaio 2019

Leanza scarica Stancanelli
"L'Udc 1° partito a Catania"

Luca Ciliberti / 
Nostra intervista esclusiva al capogruppo dell'Unione di Centro all'Ars su scadenze elettorali, appuntamenti e strategie politiche regionali e nazionali: "A giorni costituiremo il gruppo consiliare al Comune, poi valuteremo se presentare un nostro candidato o se sostenere una coalizione, alternativa a quella del sindaco attuale, in cui noi avremo un ruolo di vertice"

Una grande area moderata di centro. Catania che passa da vittima sacrificale a laboratorio politico. La Regione guidata da un presidente che sempre più spesso si sgancia dalle sue appartenenze di facciata per seguire le sue spinte innovative verso una politica centrista al servizio dei cittadini.

Dall'alto della sua esperienza fatta di anni di militanza nella file nella Democrazia Cristiana prima e tra gli autonomisti di Lombardo poi, Lino Leanza ha raffinato l'arte della politica, comprendendo prima di altri che per "contare bisogna restare uniti". Oggi l'Udc, partito di cui è perno centrale e capogruppo all'Ars, esce fortemente rafforzato dalle urne ed è l'ago della bilancia dal quale passerà inevitabilmente il successo di qualsiasi schieramento politico. "E' la rivoluzione della normalità".

"Molti schemi tipici della politica sono stati abbattuti, esistono 4-5 poli su cui ragionare - spiega - c'è qualcosa di nuovo nell'aria e si vede. In chiave nazionale il ticket Casini-Monti-Bersani sarà imprescindibile per garantire un governo che abbia credibilità agli occhi dell'Europa, ma che abbia allo stesso tempo i piedi piantati nel territorio, in questo senso il nostro contributo sarà fondamentale. Abbiamo già fatto presente al professore che oggi l'Agenda Monti non parla di Sud, da qui parte il cambiamento".

L'ultimo successo personale dell'ex braccio destro di Lombardo e pilastro su cui poggiava l'esistenza stessa dell'Mpa è l'aver propiziato l'ingresso di Pistorio e D'Agostino (storici esponenti Mpa) nel partito di Casini, garantendosi un apporto di idee e di voti significativo in vista delle prossime competizioni elettorali. "Crediamo che rappresentino un valore aggiunto, consapevoli di voler dare vita a un partito di vertice abbiamo guardato con interesse alle loro proposte".

"In Sicilia è terminata l'egemonia del centrodestra - sottolinea - l'Udc in questo momento ricopre tre delle nove cariche istituzionali di vertice (presidenza Ars, presidenza commissione Bilancio, presidenza Affari istituzionali) significa che il partito è centrale nella politica regionale. Oggi siamo un partito in crescita, prendere l'11% dei voti senza aver amministrato potere è un dato di fatto. Siamo un punto di riferimento leale con la coalizione, con tre assessori (Lavoro, Agricoltura, Famiglia, politiche sociali ed enti locali) che garantiscono un ruolo strategico anche per il futuro".

"Oggi a Catania e provincia contiamo oltre 350 amministratori locali, a giorni presenteremo i nostri gruppi consiliari al Comune e alla Provincia - spiega - Appena formalizzeremo tutto ci candideremo a guidare la città con un nostro candidato di riferimento o all'interno di una coalizione che ci garantisca un ruolo di vertice". Con Stancanelli? "No, saremo alternativi con una nostra proposta".