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sabato, 24 febbraio 2018

Lombardo: "I tagli alla scuola danneggiano la Sicilia"

Vertice a Palazzo d'Orleans, il presidente della Regione critica il governo: "Eliminate troppe cattedre, la diminuzione degli studenti nell'Isola non giustifica questi provvedimenti. Faremo ricorso"

PALERMO - Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, esprime "forte preoccupazione" per i nuovi tagli all'organico dei docenti, disposti dal governo nazionale, che rischiano di mettere in ginocchio il sistema scolastico della Sicilia.

Il tema è stato affrontato questa mattina nel corso di un vertice a Palazzo d'Orleans. All'incontro, oltre allo stesso presidente Lombardo, erano presenti, tra gli altri, l'assessore regionale ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione, Antonello Antinoro, il capogruppo dell'Mpa all'Ars, Lino Leanza, la dirigente generale del dipartimento regionale della Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso, e i vertici confederali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Snals.

In un'altra nota i sindacati dicono che "la Regione promuoverà ricorso per conflitto di competenze con lo Stato per bloccare i 796 tagli nell'organico dei docenti della scuola siciliana (che si aggiungerebbero ai 1.544 già effettuati), previsti per luglio, che impedirebbero alla Sicilia di esercitare le proprie prerogative e competenze in materia di organizzazione scolastica".

Il ministero della Pubblica istruzione, con una nota del 4 giugno scorso, annuncia un taglio (che riguarda il corpo docente, il personale amministrativo tecnico e il personale amministrativo) di 2 mila 521 unità. Di questi, 794 verranno effettuati entro il mese di luglio.

Immediata la reazione del presidente Lombardo, che si accinge a inviare un documento (che verrà messo a punto dai tecnici del dipartimento Pubblica istruzione) al ministro della Pubblica istruzione, Maria  Grazia Gelmini. "Le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica - dice il presidente della Regione - hanno determinato un eccessivo taglio di cattedre nell'ultimo biennio, con conseguenze sicuramente svantaggiose per la scuola siciliana". Per Lombardo "la diminuzione della popolazione scolastica in Sicilia non giustifica i tagli operati dal ministero".

Il presidente cita alcuni dati ufficiali: "Nell'anno scolastico 2006-2007 gli alunni, nell'Isola, sono stati 826.999, le classi 40.462, con un decremento, rispetto all'anno precedente, di meno 10.780 alunni e con un taglio al personale docente di 341 unità; nell'anno scolastico 2007-2008 gli alunni sono stati 819.072, le classi 39.935, con un decremento di alunni pari a 7.927 unità e un taglio di 1.405 unità di personale docente e amministrativo; per il 2008-2009, a fronte 810.325 alunni, 39.263 classi, con un decremento previsto pari a 39.263 alunni, il taglio di personale docente e amministrativo previsto è, come già accennato, pari a 2.521 unità".

"E' evidente - commenta Lombardo - la mancanza di un valido criterio, da parte del ministero, nell'operare i tagli sull'organico che, indubbiamente, non risultano proporzionati alla diminuzione della popolazione scolastica".

"Inoltre - aggiunge il presidente della Regione - le previsioni ministeriali sugli alunni che frequenteranno le scuole di secondo grado sono errate per difetto: più 2 mila 731 alunni oltre le previsioni per il prossimo anno scolastico".

Il presidente pone l'accento su un aspetto interistituzionale. "Se - osserva sempre Lombardo - la Regione Siciliana, da un lato, non ha competenze sugli organici della scuola, dall'altro lato è invece responsabile della razionalizzazione della rete scolastica. Questo secondo punto è tutt'altro che secondario".

"Questo perché l'organizzazione della rete scolastica - sottolinea il presidente - non può prescindere dalle dotazioni organiche del personale, che dovrebbero essere oggetto di informazione preventiva da parte del ministero".