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mercoledý, 13 dicembre 2017

Pubblicato: 21/02/2012

Regione, stretta sulla spesa

Provvedimento dell'assessore all'Economia, Armao: dipartimenti e uffici non potranno utilizzare pi¨ di quanto stabilito da specifici limiti, con un monitoraggio periodico dei conti. L'obiettivo Ŕ contenere 1,1 miliardi di euro per rispettare il patto di stabilitÓ

PALERMO - Quest'anno dipartimenti e uffici della Regione non potranno spendere più di quanto stabilito da specifici limiti, il monitoraggio dei conti sarà periodico e di fronte all'esigenza da parte di un centro di spesa di allargare i cordoni della borsa sarà la Ragioneria generale ad accogliere o meno l'istanza di concerto col governo, ma i saldi comunque rimarranno invariati.

Le nuove disposizioni, contenute in una circolare dell'assessore all'Economia Gaetano Armao, sono finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica nell'ambito del patto di stabilità, che per la Regione siciliana comporta un contenimento della spesa pari a 1,1 miliardi di euro rispetto all'anno scorso. Il provvedimento impone dei "limiti massimi" provvisori di spesa "entro i quali ciascun centro di responsabilità potrà emettere provvedimenti di impegno e titoli di pagamento".

Gli importi saranno rivisti, ed eventualmente rimodulati, in base ai contenuti della legge di stabilità regionale e del bilancio di previsione del 2012. "Tutti gli uffici" dovranno trasmettere al 'servizio monitoraggio e controllo della spesa' della Ragioneria generale, tramite le ragionerie centrali competenti "entro 15 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, eventuali richieste motivate di rettifica dei tetti di spesa, con l'evidenza della spesa finanziata con fondi comunitari ed extraregionali".

"Poiché l'obiettivo della Regione è il pieno utilizzo delle risorse 'disponibili' - scrive Armao - appare indispensabile che ciascun centro di responsabilità proceda, fin dall'inizio dell'esercizio, a programmare con la massima attenzione le spese da effettuare nell'anno, nel rispetto dei tetti di spesa assegnati". Quindi l'avviso a Dipartimenti e uffici che "l'eventuale sforamento dei suddetti limiti determina una diretta responsabilità nel mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal patto di stabilità" e "parimenti, saranno intestate ai vari uffici, che non 'cedono' le proprie disponibilità in eccedenza, le eventuali responsabilità scaturenti dall'impossibilità di fare assumere, ad altri dipartimenti, obbligazioni per insufficienza di risorse disponibili".

Se la Ragioneria generale dovesse accogliere la richiesta di ampliamento dei tetti di spesa da parte di un dipartimento, l'amministrazione "procederà a una contestuale rimodulazione dei tetti attribuiti a un altro dipartimento o ufficio equiparato". Nel caso in cui non fosse centrato l'obiettivo del contenimento della spesa, la circolare ricorda che la Regione dovrà versare allo Stato "l'importo corrispondente allo scostamento tra il risultato conseguito e l'obiettivo prefissato". 

Il provvedimento che assegna i limiti di spesa riguarda 50 'centri di responsabilità', tra dipartimenti, uffici di gabinetto, uffici speciali e agenzie. Per ognuno di questi, la circolare stabilisce per il 2012 tetti relativi agli 'impegni' e ai 'pagamenti'.

L'ufficio di gabinetto del Presidente della Regione e gli uffici alle dirette dipendenze del governatore, per esempio, non potranno autorizzare pagamenti per oltre 3,085 milioni, il 'tetto' per il dipartimento della Protezione civile è di 102,219 milioni, quello per il dipartimento alla Famiglia è di 147,255 milioni mentre le Autonomie locali non potranno sforare i 401,383 milioni.

E ancora: il tetto dei pagamenti per il dipartimento alla Formazione è pari a 327,98 milioni, quello per il dipartimento Ambiente a 39,547 milioni. Il comando del corpo forestale dovrà contenere i pagamenti entro i 133,374 milioni, mentre il plafond del dipartimento Turismo è di 95 milioni.

Grazie a un 'certificato', che dovrà essere adottato da dipartimenti, uffici, agenzie e società partecipate, la Regione sarà in grado di controllare la spesa pubblica e verificare il rispetto dei limiti imposti nell'ambito del patto di stabilità. In caso di mancata trasmissione della certificazione scatterà "la decadenza degli organi di amministrazione" degli enti inadempienti. È quanto prevede una recente circolare del dipartimento bilancio della Ragioneria generale emanata nell'ambito delle disposizioni per il rispetto del patto di stabilità.

Il 'servizio monitoraggio e controllo della spesa pubblica' del dipartimento Bilancio ha predisposto tre modelli-tipo che dovranno essere adottati da dipartimenti e uffici equiparati per l'inserimento dei dati finanziari. Un messaggio diagnostico segnalerà se il limite di spesa è stato rispettato o meno. I certificati dovranno essere inviati alla Ragioneria generale che "si riserva di adottare un programma di verifica a campione delle certificazioni". "La verifica svolta dal servizio vigilanza del dipartimento - si legge nella circolare - consisterà nel riscontro dei dati delle certificazioni con i bilanci degli enti selezionati".

Entro fine febbraio, inoltre, enti e società dovranno inviare alla Ragioneria generale un elenco completo di tutti i soggetti sottoposti alla loro tutela e vigilanza o che usufruiscono di trasferimenri regionali, sclusi gli enti locali, le Asp, le aziende ospedaliere e l'Istituto zooprofilattico sperimentale.