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luned́, 11 dicembre 2017

Esplodono tre reattori
Torna l'incubo nucleare

Gli stranieri cominciano ad abbandonare il Giappone. Declassato il rischio tsunami, il bilancio provvisorio parla di 3.000 persone tra morti e dispersi ma si attendono altre scosse

TOKYO - A tre giorni dal devastante tsunami di venerdì scorso (3.000 tra morti e dispersi, secondo un bilancio che è destinato purtroppo a crescere) è palpabile la paura di una tragedia nucleare e un numero crescente di stranieri abbandona il Giappone. Molti hanno deciso di far partire le famiglie, soprattutto quelli che hanno bambini, e i voli in partenza dagli aeroporti della capitale, Haneda e Narita, sono pieni.


Le prenotazioni sono ancora più numerose nel fine settimana, un segnale della tendenza a seguire l'evoluzione della situazione nei prossimi quattro-cinque giorni per poi eventualmente decidere di lasciare il Paese. Alle notizie del danneggiamento di tre reattori nella centrale nucleare di Fukushima, 240 chilometri a nord di Tokyo, si è aggiunta in tarda serata quella di un guasto all'impianto di raffreddamento di un reattore in un'altra centrale, quella di Tokai, a soli 120 chilometri di distanza.


Inoltre, l'Agenzia metereologica giapponese ha avvertito che nei prossimi giorni sono possibili scosse di assestamento di una magnitudo che potrebbe raggiungere i 7 gradi. L'iniziativa più visibile è quella dell' Ambasciata della Francia, che ha invitato i suoi cittadini a lasciare Tokyo e tutta l'enorme area metropolitana del Kanto.


La capitale ha oggi un aspetto spettrale. Strade deserte e poche luci accese quando scende il buio. I grandi magazzini della capitale hanno annunciato che anticiperanno la chiusura per risparmiare la sempre più preziosa energia - che da domani, ha annunciato il governo, sarà razionata con black-out di tre ore ad esclusione del solo centro di Tokyo - ma oggi gli scaffali di un supermercato nel centro della metropoli erano desolatamente vuoti. "Sembra ragionevole - ha affermato l'ambasciata francese in un comunicato pubblicato sul suo sito web - consigliare a coloro che non hanno un particolare motivo per rimanere nella regione di Tokyo di lasciare la regione del Kanto per un paio di giorni".


L'ambasciata aggiunge che "forse l'esplosione che si è prodotta in un reattore con fuga di gas radioattivo potrebbe raggiungere Tokyo in poche ore, a seconda della velocità e della direzione del vento. Il rischio è quello della contaminazione". Nessun'altra sede diplomatica ha preso iniziative così drastiche ma sembra che informalmente anche l'ambasciata tedesca abbia "consigliato" a chi non ha una ragione grave di rimanere di allontanarsi dalla capitale e possibilmente dal Giappone, mentre il Dipartimento di Stato americano ha "sconsigliato" ai cittadini Usa viaggi in Giappone.


La Gran Bretagna invece ha rafforzato la presenza di personale nelle sue sedi diplomatiche a Tokyo e Osaka. L'ambasciata d'Italia ha fatto sapere di non aver ancora preso contatto con cinque dei 29 italiani residenti nelle prefetture nordorientali colpite dallo tsunami. In una nota, l'ambasciata raccomanda di "seguire le istruzioni che le autorità giapponesi hanno emesso quartiere per quartiere per l'eventualità di un'emergenza" e di "tenere in casa acqua potabile e cibo per alcuni giorni".