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giovedý, 14 dicembre 2017

Maxisequestro a cosche di Villabate e Misilmeri


PALERMO - I carabinieri hanno confiscato beni complessivi per un milione di euro agli imprenditori Damiano Rizzo, appartenente alla cosca mafiosa di Villabate, e Francesco Caponetto, della famiglia di Misilmeri. Il provvedimento di confisca è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, in seguito alle indagini condotte dal reparto operativo del Comando provinciale di Palermo.

A Rizzo, 45 anni, che è stato arrestato nell'operazione denominata 'Grande mandamento' e condannato il 15 novembre 2006 a 6 anni e 8 mesi per associazione mafiosa, è stato definitivamente sottratto un patrimonio di 500 mila euro. Tra i beni confiscati all'imprenditore risultano il 20 per cento della 'Expo Mandalà Nicola & c. Snc' di Villabate, un'auto ed una moto. Nei confronti dell'uomo è stata disposta l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per la durata di 3 anni e mezzo.

Francesco Caponetto, palermitano di 40 anni, appartenente al clan di Misilmeri, ma legato alla famiglia di Villabate, era stato invece condannato nel 2001 dalla Corte d'appello per 2 rapine e sequestro di persona. Nel dicembre 2005 l'uomo è stato arrestato dai carabinieri per estorsione in flagranza; nel novembre 2007 gli sono stati inflitti 9 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione. Anche nei confronti di Caponetto è scattato un provvedimento di confisca che, nella fattispecie, ha interessato beni per mezzo milione ed in particolare una villa a due elevazioni situata nel territorio di Misilmeri. A carico dell'uomo è stata disposta l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza della durata di 2 anni.