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luned, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 16/09/2009

Ocse, allarme occupazione

Secondo il rapporto annuale dell'ente parigino, la peggiore crisi mondiale dal dopoguerra. I pi colpiti sono i giovani. Ma in Sicilia i dati di Manpower sono in controtendenza: "C' una crescita delle assunzioni rispetto al 2008"

MILANO - Il tasso di disoccupazione nella Penisola ha raggiunto il 7,4% nel marzo 2009, 0,8 punti percentuali in piu' rispetto a un anno prima, ma stime preliminari suggeriscono un significativo incremento nel secondo trimestre, indicano gli esperti dell'Ocse nella 'Country Note' sull'Italia. Tuttavia la disoccupazione sarebbe stata piu' alta se un gran numero di lavoratori non avesse rinunciato a cercare lavoro (il tasso di attivita' e' sceso di 0,4 punti in un anno, in particolare nel Sud). Di conseguenza la proporzione della popolazione in eta' lavorativa occupata, che era gia' la piu' bassa nell'Ocse dopo Turchia e Ungheria, e' caduta di altri 0,9 punti e ha raggiunto ora il 57,4% (dati Istat marzo 2009).

LA CRISI COLPISCE I GIOVANI. Come in molti altri Paesi, i lavoratori con contratti temporanei ed atipici subiscono gran parte dell'aggiustamento occupazionale: rispetto a un anno prima, nello scorso marzo l'Italia aveva perso 261.000 posti di lavoro temporanei o con contratti atipici, cifra superiore all'intera contrazione dell'occupazione segnata nello stesso periodo. La crisi colpisce soprattutto i piu' giovani: il tasso di disoccupazione della fascia d'eta' tra 15 e 24 anni e' cresciuto di 5 punti percentuali in Italia nell'ultimo anno ed e' pari al 26,3%, mentre la percentuale dei giovani occupati e' 20 punti sotto la media Ocse. Inoltre la transizione scuola-lavoro e' molto piu' lunga rispetto alla gran parte dei paesi Ocse e spesso molto instabile.

Quanto agli interventi governativi a sostegno dell'occupazione, il rapporto nota che in Italia, a differenza degli altri big industrializzati, l'aumento discrezionale della spesa per il mercato del lavoro e' rimasto moderato, in presenza di un elevato debito pubblico che riduce il margine di manovra durante la recessione. In particolare, l'azione del governo si e' concentrata sul sostegno alla domanda di lavoro con la messa a disposizione di fondi addizionale per la Cassa Integrazione Guadagni. Tuttavia il numero di lavoratori e imprese ad aver accesso alla Cig resta limitato, anche se sono stati compiuti sforzi per estenderne la copertura. L'introduzione di un dispositivo generale non e' stata considerata finora e di conseguenza rilevanti segmenti di popolazione restano sprovvisti di una protezione adeguata che li aiuti a superare la crisi.

LA CRISI CONTINUA. Se la ripresa non si rafforza rapidamente, la disoccupazione rischia non solo di aumentare, ma anche di divenire piu' persistente, tanto piu' che anche prima dell'inizio della recessione quasi meta' dei disoccupati italiani era senza lavoro da almeno 12 mesi, una proporzione doppia rispetto alla media Ocse. Il rapporto sottolinea infine il rischio che si inasprisca la poverta': in Italia gia' prima della recessione l'11% della popolazione che viveva in famiglie con capofamiglia in eta' lavorativa era relativamente povera (media Ocse 10%) e la percentuale saliva al 14% nelle famiglie con bambini, dato che piazza l'Italia al quintultimo posto nell'area Ocse. Poiche' queste cifre sono in gran parte dovute all'incidenza di famiglie senza lavoro, ci si puo' aspettare un aumento significativo della poverta' come conseguenza della recessione. Anche la poverta' delle famiglie con almeno un lavoro, con un tasso dell'8,2%, e' superiore alla media Ocse a causa di un sistema di trasferimenti sociali poco generosi. Oltre che auspicare un adeguato sussidio di disoccupazione, il rapporto suggerisce che i governi rinforzino il sostegno alle famiglie e ai lavoratori a basso reddito durante la crisi economica.

SITUAZIONE MONDIALE. Secondo l'ente parigino per la metà del prossimo anno i disoccupati totali nell'area saliranno a 57 milioni di persone, e rispetto al minimo toccato nel 2007 in termini si tratta di 25 milioni di senza lavoro in più. Ma sul lavoro questa crisi si fa sentire con tempi diversi tra i vari paesi: "Queste previsioni implicano che per metà 2009 la maggior parte degli aumenti di disoccupazione saranno già avvenuti in Irlanda, Giappone, Spagna e Stati Uniti, mentre in altri paesi - dice l'Ocse - tra cui Francia, Germania e Italia la maggior parte dell'aumento deve ancora arrivare".  Per gli Stati Uniti l'impatto sul lavoro è stato "il peggiore di qualunque recessione fin dal 1970 - aggiunge l'Ocse - guardando alla portata dell'aumento della disoccupazione. Invece, la portata di aumenti di disoccupazione in Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna sono previste in termini paragonabili alle recessioni avvenute negli anni '70 e '80".

SICILIA, OCCUPAZIONE IN CRESCITA. E' quanto emerge da una ricerca svolta da Manpower che prende in esame un panel statisticamente significativo di oltre 1.000 datori di lavoro chiedendo loro quali variazioni prevedono in termini di occupazione nella propria azienda rispetto al trimestre precedente. Il dato sulle previsioni relativo al quarto trimestre del 2009 è pari a -6%, al netto degli aggiustamenti stagionali. Questo significa un aumento di 5 punti percentuali rispetto al terzo trimestre dell'anno e di 6 punti rispetto allo stesso periodo del 2008.

"Pur mantenendo segno negativo (-6%), le previsioni sull'occupazione in Sicilia, - afferma la ricerca - tenendo conto degli aggiustamenti stagionali, risultano quindi in miglioramento rispetto al terzo trimestre dell'anno come pure rispetto allo stesso periodo del 2008. Le risposte dei datori di lavoro della Sicilia in merito alle loro intenzioni di assunzione segnalano - aggiunge - che, nei prossimi tre mesi, le persone in cerca di occupazione avranno maggiori possibilità di trovarla rispetto al trimestre precedente".