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luned, 20 agosto 2018

Pubblicato: 21/11/2017

Continua il dramma dei lavoratori Q

Catania: ammortizzatori sociali in scadenza a inizio dicembre, gli ex dipendenti del call center annunciano manifestazioni a oltranza

CATANIA - Gli ex dipendenti del call center Qè annunciano manifestazioni e presidio a oltranza per salvare il loro posto di lavoro. I sindacalisti, contestualmente, lanciano l'ennesimo appello alle istituzioni. 

"Ci rivolgiamo a voi a nome di tutti i nostri colleghi, che assieme a noi, continuano a vivere un dramma sociale i cui effetti devastanti non smettono di manifestare uno stato d'insofferenza costantemente in crescita - scrivono in una lettera indirizzata agli organi di governo - La ragione per la quale abbiamo convenuto di comunicare formalmente le nostre preoccupazioni è di sensibilizzare e, pertanto, provare ad ottenere dalle istituzioni compententi le soluzioni tese a ripristinare le condizioni idonee a garantire la definizione di una vertenza che rischia di sfociare, nonostante lo svolgimento di diversi tavoli istituzionali in Prefettura, alla Regione Siciliana e al Mise, in conseguenze irreverisibili a causa della scadenza degli ammortizzatori sociali, oramai imminente, prevista per il prossimo 6 dicembre".

"A conclusione delle tante ed estenuanti trattative, emerge una nuova realtà imprenditoriale: Netith - spiegano - La vertenza tuttavia necessità di supporto istituzionale al fine di riportare nel territorio la commessa Inps-Inail che ha rappresentato la colonna portante dell'ormai fallita società Qè, la cui gestione scriteriata e truffaldina ha causato la perdita di seicento posti di lavoro nonchè la mancata percezione di sei mensilità unitamente al Tfr maturato dai lavoratori. Dunque, in riferimento alla commessa Inps-Inail, attualmente gestita da Transcom Worldwide S.p.A., nonostante un anno di manifestazioni, sit-in, flash mob parallelamente ai tavoli istituzionali, ancora oggi non vi sono le garanzie tese a restituire al territorio, più volte e nel tempo gravemente defraudato, il riconoscimento di quei volumi in precedenza esistenti".

"Chiediamo pertanto alle Istituzioni in indirizzo, a nome di tutti i nostri colleghi, e con il coinvolgimento delle Parti sociali e delle istituzioni territoriali, che si pervenga al più presto a soluzioni che possano da una parte garantire i volumi di lavoro, attraverso la riattribuzione della commessa Inps-Inail e, dall'altra, il riconoscimento di forme temporanee di sostegno al reddito, quali possano essere gli ammortizzatori sociali in deroga, o eventuali ammortizzatori straordinari, al fine di garantire la necessaria continuità di reddito ai lavoratori in attesa di una loro ricollocazione. Si comunica inoltre l'intenzione degli ex lavoratori Qè di manifestare ad oltranza nel territorio a partire da giorno 22 novembre e fino a quando non verrà avviato un tavolo di concertazione, locale e nazionale, con tutte le Parti sociali coinvolte nella vertenza".

Luisa Albanella, parlamentare del Pd, ha sempre seguito la vertenza Qè e in una nota speiga ha presentato una risoluzione per impegnare il Governo nazionale ad "avviare un tavolo di concertazione, sia al livello locale che a livello nazionale, per permettere all'azienda Netith, interessata ad acquisire le commesse Qè, (call center) dichiarata fallita sei mesi fa, di garantire i volumi di lavoro, attraverso la ri - attribuzione della commessa Inps - Inail e il riconoscimento di forme temporanee di sostegno al reddito quali possono essere gli ammortizzatori sociali in deroga o gli ammortizzatori straordinari ai lavoratori licenziati nel settembre 2016 in modo di garantire la necessaria continuità di reddito ai lavoratori in attesa di una loro ricollocazione".

"Soltanto da pochi giorni la Nethit ha cominciato a contattare diversi ex dipendenti Qè - spiega la deputata democratica - al fine di selezionare un primo gruppo di lavoratori da coinvolgere nella fase di start up di nuove attività e che dispone al momento di più di 150 postazioni di lavoro".

"La Netith - aggiunge Albanella - partirebbe solo con due commesse outbound: Vodafone e Fastweb. Resta comunque incertezza sulle prospettive occupazionali degli ex dipendenti Qè, giunti ormai alla fine degli ammortizzatori sociali. Delle commesse dell'ormai fallito Qè solo Enel avrebbe dichiarato la propria volontà di portare la commessa Enel-Energia presso la Netith, senza però alcun seguito concreto".