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domenica, 21 ottobre 2018

Ars, indagato il deputato Savona
"E' tutta una montatura"

Il parlamentare regionale di Forza Italia accusato di truffa per compravendite immobiliari. La replica: "In questa storia sono la vittima"

PALERMO - Truffa e appropriazione indebita sono i reati che la Procura di Palermo, secondo quanto riportano alcuni quotidiani, contesta al deputato regionale Riccardo Savona, eletto nella lista di Forza Italia a Palermo con 6.554 preferenze alle recenti elezioni regionali.

Il parlamentare sarebbe indagato insieme con la moglie, Cristina Maria Bertazzo, per una una serie di compravendite immobiliari che gli investigatori considerano fittizie, "fatte all'unico scopo di farsi consegnare somme di denaro in contanti".

In campagna elettorale Savona, deputato uscente riconfermato, era stato indicato dai Cinquestelle tra gli "impresentabili", di fronte alle smentite del politico su presunte indagini sul suo conto Giancarlo Cancelleri, candidato a governatore del M5s, poi si scusò. La presunta truffa sarebbe di circa mezzo milione di euro.

LA REPLICA. "E' tutta una montatura fatta da un avvocato e altri soggetti e dimostrerò, anche perché non conosco queste persone. Sono assolutamente sereno, mi dà fastidio solo essere stato tirato in ballo in questo momento politico particolare" spiega Savona, che aggiunge: "Non conosco queste persone, so che in campagna elettorale si sono presentate al Caf ma non so bene perché".

"In questa storia la vittima sono io - aggiunge -. Anche mia moglie è estranea. So che c'è stata una indagine della guardia di finanza ma non mi pare che sia emerso nulla di anomalo. Io ho chiesto ai magistrati di essere ascoltato il prima possibile".

CHI E' SAVONA. Riccardo Savona, 65 anni, è un poltico di lungo corso, già alla sua quinta legislatura. E' considerato tra i veterani del Palazzo dei Normanni e tra i più esperti in materia finanziaria avendo ricoperto il ruolo di presidente della commissione Bilancio nella passata legislatura e come semplice componente durante gli altri mandati. Ha sempre militato nell'area moderata, tra Ccd e Udc. Dopo essere stato eletto nella lista di Grande Sud (la formazione politica che fu creata da Gianfranco Miccichè), all'inizio della scorsa legislatura Savona lasciò l'opposizione per aderire ai Drs, formazione democratica e riformista fondata dall'ex ministro Totò Cardinale poi scioltasi, che sosteneva il governo di Rosario Crocetta. E proprio con l'ex governatore si deve un episodio che portò Savona a lasciare i Drs e la maggioranza.

Quattro anni fa, durante il congresso dei Drs a Campofelice di Roccella (Pa), chiudendo l'assise Crocetta dal palco urlò il suo anatema: "In questa sala c'è qualcuno che non ci deve stare e deve uscire immediatamente", disse l'ex governatore, replicando il gesto che Pio La Torre aveva fatto 32 anni prima durante la conferenza di organizzazione del Pci a Palermo. Savona, che seguiva i lavori dell'assise dalla platea, si alzò abbandonando il congresso mentre la gente in sala applaudiva Crocetta. L'ex governatore si riferiva al presunto coinvolgimento di Savona in una indagine: il deputato era stato intercettato dalla Dia mentre parlava al telefono di affari con Vito Nicastri, l'imprenditore soprannominato il "re dell'eolico" e definito dagli inquirenti vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. Dopo avere lasciato i Drs, Savona passò all'opposizione per poi aderire, dopo qualche tempo, al gruppo parlamentare di Forza Italia.