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mercoledý, 19 giugno 2019

Pubblicato: 17/11/2017

A Catania una Carmen tutta danzata

Al Teatro Massimo il Balletto di Milano si esibirÓ sulle immortali melodie di Bizet

CATANIA - Una Carmen tutta danzata sulle immortali melodie di Bizet. La propone il rinomato Balletto di Milano per la stagione 2017 del Teatro Massimo Bellini di Catania, sul cui palcoscenico lo spettacolo sarà in scena per 7 rappresentazioni dal 21 al 26 novembre.

La suddivisione è in quattro quadri, liberamente ispirati alla novella omonima di Prosper Mérimée e all'opera di George Bizet. L’Orchestra del Bellini sarà diretta da Gianmario Cavallaro, la coreografia è firmata a quattro mani da Agnese Omodei Salé e Federico Veratti, l’ideazione scenica è di Marco Pesta, i costumi sono di Federico Veratti.

Nel title role Alessia Campidori si alternerà con Angelica Gismondo (prevista nelle recite pomeridiane del 24 e 25 novembre), Don José è Alessandro Orlando, mentre Alessandro Torrielli, primo elemento di novità incarna il Destino che incombe. Il ruolo di Escamillo è stato affidato a Federico Mella, al quale subentrerà Germano Trovato (per la recita serale 24), Micaela è Marta Orsi.

La prima rappresentazione di martedì 21 novembre (Turno A) è fissata alle ore 20.30. Seguono le repliche di mercoledì 22 alle 17.30 (Turno S1); giovedì 23 alle 17.30 (Turno R); il doppio spettacolo di venerdì 24 alle 16.30 (Turno S2) e alle 21 (Turno B); infine le recite di sabato 25 alle 17.30 (Turno C), e domenica 26 alle 17.30 (Turno D).

Poche opere hanno avuto tanta fortuna quanto la Carmen di Bizet, un capolavoro che ha visto numerose riletture in forme artistiche diverse dalla lirica: cinema, musical e naturalmente la danza.

A firmare memorabili coreografie si sono succeduti, nel corso del Novecento, l’inimitabile Roland Petit con Zizi Jeanmaire e i Ballets de Paris; il coreografo cubano Alberto Alonso con l’étoile russa Majja Pliseckaja, lo svedese Mats Ek con il Cullberg Ballet e Ana Laguna, l’inglese Matthew Bourne o il boemo Jiří Kylián, per non dire della versione flamenca di Antonio Gades approdata sul grande schermo per la regia di Carlos Saura.

Il Balletto di Milano apre a nuove interpretazioni senza tradire la tradizione e avvalendosi di una modernizzazione della messa in scena e dello stile, che sbalza l’intera vicenda con l’essenzialità di tratti dei Capricci di Goya e l’astrazione delle geometrie cubiste.