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luned́, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 16/11/2017

Elezioni Sicilia, risultati a rischio?

L.Cil. / 
Molti candidati non hanno presentato la dichiarazione richiesta dalla legge Severino. Vinciullo: "Sono da annullare 340 mila voti" alle liste. In regola solo il centrosinistra e Lega-FdI

CATANIA - Qualcuno parla di nervosismo palpabile nello schieramento dei vincitori delle elezioni regionali. Per altri sui cerca di sollevare "solo un polverone da chi ha perso"; altri ancora dicono che "sarà lo tsunami che travolgerà tutto". 

Sta di fatto che le segreterie di tutti i partiti siciliani sono in fibrillazione, scrive il Foglio. Il problema? Alcuni neo eletti all' Ars non hanno presentato la dichiarazione richiesta dalla legge Severino: una sorta di autocertificazione di candidabilità. E perciò rischierebbero ora la decadenza immediata: anzi, la mancata proclamazione. Non solo: i voti andati ai candidati "incandidabili" potrebbero essere a quel punto anche sottratti alle liste connesse. E insomma, continua il Foglio, ci sarebbe da ricalcolare tutti i risultati. Due pronunciamenti del Consiglio di stato (nel 2013 e nel 2016) tenderebbero a dare consistenza all'allarmismo. Tutto nasce dal pasticcio degli uffici regionali, che al posto avrebbero fatto firmare moduli che facevano riferimento a una legge del ‘90 che non esiste più al posto delle norme stringenti previste dalla Severino.

L’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo, trombato alle ultime elezioni nella lista di Ap, che non ha superato la soglia del 5%, spiega in un'intervista a La Sicilia che “da una prima stima i voti da annullare perché presi da candidati non in regola con la Severino sarebbero già 340mila”. Vinciullo parla anche di una mappa che incrocia collegi e liste. Con due elenchi. “Le liste con la certificazione in regola dappertutto sono Pd, Ap, Sicilia Futura, Arcipelago, Lega-FdI, Cento Passi, tranne in una provincia e #DiventeràBellissima, carente in due province. Ci risulta invece che il M5s non abbia presentato i certificati adeguati alla Severino in nessun collegio. Le altre? A macchia di leopardo”.

Adesso resta da capire se l’istituto della regolarizzazione servirà a mettere ordine alla faccenda o se i ricorsi a pioggia invalideranno il voto alle liste, ma non al presidente, mettendo a rischio la coposizione della maggioranza all'Ars.

Ma il costituzionalista Agatino Cariola, interpellato dal quotidiano catanese, spiega che “in ogni procedimento amministrativo vale l’istituto della regolarizzazione e l’interessato può “mettere ordine” tra le proprie carte, nella legge regionale siciliana, inoltre, l’ufficio elettorale, se rileva irregolarità meramente formali sanabili con la correzione o addirittura l’integrazione della documentazione, invita a regolare la medesima documentazione”. L’ipotesi di annullamento del voto, però, secondo il professore Cariola, si potrebbe paventare nel caso in cui, a risultato acquisito, arrivassero una raffica di ricorsi sui candidati punibili secondo la Severino e quindi esclusi a norma di legge”.

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti