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luned́, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 13/11/2017

Tari gonfiata, piovono denunce

Codacons all'attacco in Sicilia: "Vogliamo sapere quali sono i Comuni che hanno sbagliato il calcolo, poi chiederemo i rimborsi"

CATANIA - Piovono le denunce del Codacons sul caso della Tari gonfiata. L’associazione ha inviato oggi un esposto alle 9 Procure siciliane e alla Corte dei conti, nonché una diffida urgente all’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

Nello specifico l’associazione ha chiesto alle Procure di aprire una indagine, ognuna nell’ambito della propria competenza territoriale, in merito ai presunti errori commessi dalle amministrazioni comunali nel conteggio sbagliato della quota variabile del tributo Tari, che avrebbero comportato prelievi decisamente superiori al dovuto a danno degli utenti, accertando l’eventuale sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti quali il reato di cui all’art. 646 c.p. appropriazione indebita e di cui agli artt. 640 c.p. truffa e 640 bis c.p. truffa aggravata.

Alla Corte dei conti il Codacons ha chiesto di verificare eventuali danni sul fronte erariale e usi distorti dei fondi pubblici raccolti attraverso la tassa sui rifiuti “gonfiata”, mentre all’Anci l’associazione ha rivolto una formale diffida chiedendo di ordinare ai 400 comuni siciliani di pubblicare entro 48 ore da oggi sui propri siti internet le modalità di calcolo della tassa rifiuti applicate sul proprio territorio al fine di determinare con esattezza quali amministrazioni abbiano interpretato in modo errato le norme, e consentire agli utenti di ottenere rimborsi automatici per le maggiori somme pagate.