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lunedì, 11 dicembre 2017

Catania, la verità di Alessandro Porto
"Così è saltato l'accordo con Bianco"

Luca Ciliberti / 
Il retroscena. Il consigliere comunale "double face" racconta la lunga notte tragicomica della candidatura alle regionali: "Sono andato a letto con Micari e mi sono risvegliato con Musumeci". Foto: il Patto della raviola nel bar di corso Italia

Il maglione blu sopra la camicia bianca. Nel cellulare il selfie con Stefania Prestigiacomo preferito a quello con Silvio, scattato nel bailamme della kermesse a Le Ciminiere a Catania, dov’era in prima fila. Lui, Alessandro Porto, visto di presenza è come nella famosa foto “double face”, che fino a giovedì 5 ottobre faceva il tifo per Fabrizio Micari nel centrosinistra e 24 ore dopo, come nel film “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” con Pippo Franco, si è girato a 180° per supportare Nello Musumeci e il centrodestra.


“E che dovevo fare? – racconta sorridendo – C’erano già in giro i manifesti 6x3, quelli con Micari, per intenderci. Ero convinto di far parte della Lista del presidente “Arcipelago Sicilia”. Poi, quando si è concretizzata la mia candidatura in Forza Italia, ho mandato in stampa solo i volantini, perché non avevo il tempo di commissionare altri manifesti, con lo stesso cliché ma con il nome dell’altro candidato alla presidenza”.

Finite le regionali Porto rompe il silenzio e racconta il mese più difficile e più movimentato della sua carriera politica: “Mi hanno cercato tutte le televisioni d’Italia, qualcuno si è persino appostato sotto la mia segreteria. C’è stata un’emittente che ha offerto di tutto pur di farmi raccontare la storia del cambio di casacca che non esiste”.

E allora che è successo? “Che fortunatamente sono uscito indenne da un gioco politico più grande di me, che avrebbe compromesso non solo la mia candidatura alle regionali, ma anche il progetto civico e politico su cui lavoro da quasi cinque anni e che oggi è una realtà in tutti i Comuni della provincia di Catania”.

Andiamo per ordine. Alessandro Porto, curriculum da politico locale di razza: consigliere comunale prima con Raffaele Stancanelli e con l’Udc sotto l’ala di Giovanni Pistorio, nel 2013 rompe l’ex assessore fedelissimo di Raffaele Lombardo e viene eletto al Comune di Catania nella lista Patto per Catania a sostegno della candidatura di Enzo Bianco, diventandone capogruppo in aula. “Sono stato sempre coerente con i miei elettori, fui tra i primi a scommettere sul civismo in politica prima che diventasse moda – spiega - Tutti sapevano che le elezioni regionali avrebbero rappresentato la naturale evoluzione del mio percorso”.

IL PATTO DELLA RAVIOLA DI RICOTTA. Si arriva a ottobre. La crisi e le spaccature agitano le acque del centrosinistra. Il progetto della Lista Micari stenta a partire. Il consigliere comunale intravede molte opacità e invia un comunicato stampa (“… devo decidere se accantonare una prospettiva che ho condiviso con i miei tanti amici per quasi 5 anni, e che raccoglie consenso ed entusiasmo, o se rintracciare un’alternativa, una soluzione che abbia maggiore affinità con la mia storia politica. Su questo rifletterò nelle prossime ore”) e di fatto, apre la porta a possibili corteggiatori.

“Telefonate? Tante. L’Udc? Cesa aspettava una mia risposta, ma nella lista catanese era già cominciata una sommossa. E poi continuavo a pensare che la lista dei Territori di Orlando era la migliore collocazione per il mio progetto civico”. Si arriva alla notte dei lunghi coltelli nel centrosinistra catanese, a poche ore dalla consegna delle candidature. Porto, prima di firmare, chiede garanzie all’uomo di fiducia del sindaco Bianco. Giro di WhatsApp, il vice segretario del Pd, Francesco Marano, convoca l’ultima riunione al bar Savage di corso Italia a Catania, per sancire il “patto della raviola di ricotta”.


Oltre a Marano c’erano il deputato Gianfranco Vullo e Antonino Di Giovanni, che poteva essere tra i candidati. Tutti cercavano di rassicurarmi, sono andato a letto alle tre sereno e convinto di essere uno dei candidati della Lista Arcipelago”. A testimonianza della sua buona fede, Porto chiama Anna, la solerte assistente, che arriva con due tovaglie di carta da bar sulle quali – modello Laboratorio Acme nei cartoon di Wile E. Coyote – c’era scritto tutto il piano per espugnare Palazzo dei Normanni con una lista che solo in città avrebbe dovuto portare 20.000 voti. “Alle 9 del mattino ricevo la telefonata di un amico da Palermo – racconta ancora Alessandro Porto – Vedi che la lista a Siracusa e a Messina salterà, stai attento. Chiamo Marano che tenta vanamente di rassicurarmi, poi mi dice: ‘ti richiamo’. Avremmo dovuto vederci alle 10 nella segreteria del corso Sicilia. Da allora non l’ho più sentito”.


FORZA ITALIA PORTO SICURO. All’ora di pranzo la telefonata con Salvo Pogliese. “Ci siamo incontrati poche ore prima della scadenza e prima di firmare la candidatura ho chiesto e ottenuto tutte le condizioni per portare avanti il mio progetto civico e indipendente all’interno di Forza Italia. Alla fine sono arrivato quarto, peccato. Ma 5.832 preferenze personali(1.767 alle comunali del 2013) in tutta la circoscrizione sono il segno che il mio progetto “Più” va oltre i simboli dei partiti e che, a oggi, mi fa reputare improbabile una nuova candidatura alle amministrative del 2018 a Catania”.

Per settimane Alessandro Porto è stato il simbolo dei “cambia casacca” e dei “saltafosso”: “I fatti dimostrano che è stato facile montare un film che realmente non esiste – spiega – ma ho scelto coerentemente di non parlare prima del voto” L’ultimo sassolino dalla scarpa riguarda il centrosinistra. “Oggi posso dirlo, è evidente, il progetto di Orlando è saltato a causa del Pd e del Megafono – spiega Porto – Il Partito Democratico non ha voluto concedere vantaggio a Orlando in vista delle elezioni politiche nazionali, sacrificando molte delle sue risorse, il Megafono e Crocetta sapevano che avrebbero dovuto pesarsi con il voto e non hanno voluto rischiare. La mancata presentazione della lista a Messina e a Catania di fatto ha azzoppato il progetto civico”.

Nei prossimi giorni Alessandro Porto probabilmente aderirà al gruppo di Forza Italia, nel frattempo in via Trieste la solerte Anna sta preparando una cornice per la foto “double face”, perché nella campagna elettorale dei veleni, il candidato continua a essere un inguaribile e sorridente ottimista: "Ah, se non avessi avuto quel buon amico a Palermo...".

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti