Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 25 febbraio 2018

Promessa in sposa per 15.000 euro
ragazzino siciliano la salva via chat

Firenze: 17enne rom segregata per 4 anni dal padre prima ingrassa per evitare le nozze, poi chiede aiuto attraverso un gioco per smartphone

FIRENZE - Tenuta segregata in casa per quattro anni e promessa in sposa a un uomo che non conosceva per la somma di 15 mila euro, è riuscita a salvarsi chiedendo aiuto a un coetaneo siciliano attraverso la chat di un gioco per smartphone.

E' quanto ha ricostruito la polizia di Firenze che ha arrestato il padre della giovane, ora 17enne, originaria dell'Est Europa e residente nel capoluogo toscano. Riduzione in schiavitù il reato contestato al padre, arrestato in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della Dda fiorentina.

Quattro anni fa la ragazza, allora 13enne, era stata promessa in sposa dal padre a un connazionale, residente con la propria famiglia in Francia. L'accordo stipulato prevedeva il pagamento di 15 mila euro, 4 mila dei quali furono versati come acconto 10 mesi dopo, quando la famiglia del futuro sposo si recò in Italia.

Nell'occasione fu stabilito che in attesa delle nozze la ragazzina avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire e imparare a fare le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata. In base agli accertamenti della squadra mobile, da allora la ragazza sarebbe stata segregata in casa dai genitori, che le permettevano di uscire solo poche volte al mese per fare la spesa, sempre in compagnia di uno degli uomini di famiglia.

Nonostante non le fosse permesso possedere denaro e le fosse stata tolta la scheda telefonica, la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto a un coetaneo accedendo alla chat di un gioco per smartphone grazie a una connessione wi-fi. Il ragazzino, residente in Sicilia, ha raccolto la sua richiesta di aiuto segnalando il caso a un centro antiviolenza, facendo così scattare le indagini.

La minorenne dal 2013 aveva iniziato a mangiare il più possibile così da ingrassare e sperare di salvarsi dal matrimonio che non voleva. L'anno successivo, a Firenze durante la 'festa di fidanzamento' che suggellava l'accordo, i suoi 'compratori' decisero che sarebbe dovuta dimagrire e avrebbe dovuto curarsi la pelle del viso, pena la restituzione dell'acconto di 4 mila euro già pagato.

La ragazzina stava sempre in casa e poteva uscire solo poche volte al mese per ritirare delle medicine per la madre. E' stato in queste occasioni che è riuscita a contattare il coetaneo. Quando gli agenti della squadra mobile si sono presentati per una perquisizione nell'abitazione della ragazzina, nell'agosto del 2016, lei ha chiesto e ottenuto di essere portata via da casa e condotta in una struttura protetta.

Pochi giorni dopo sarebbe dovuta andare in Francia per sposarsi. Nei mesi successivi, fino all'arresto, il padre ha cercato di rintracciarla, arrivando anche a chiamare più volte la segreteria dell'assessore all'accoglienza e all'integrazione del Comune di Firenze, minacciando di occupare gli uffici se non gli avessero restituito la figlia.