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luned́, 11 dicembre 2017

Inferno di fuoco sulla Catania-Siracusa


CATANIA - Macchine che passano attraverso le fiamme, automobilisti terrorizzati, una corsia bloccata e i tir in coda. E' un vero e proprio inferno quello che è scoppiato sull'autostrada Catania-Siracusa all'altezza di Priolo e Sortino.

Gli incendi ai lati della carreggiata, in una giornata di caldo straordinario con temperature sopra i 40 gradi, hanno riversato fiamme e fumo sulla strada, costringendo l'Anas a bloccare le corsie di marcia in direzione Catania. Una situazione che ha provocato la paralisi del traffico. Dall'altra parte una scena ancora più pericolosa, con le macchine dirette a Siracusa che attraversavano questa barriera di fuoco, scappando dalle fiamme.

Sul posto sono presenti le squadre dei vigili del fuoco e dell'Anas per la gestione della viabilità, provvisoriamente deviata su strade secondarie. La stessa statale 114, precedentemente chiusa dal km 126 al km 130, tra Villasmundo e Brucoli, è stata riaperta al traffico, anche se restano rallentamenti. Riaperta anche l'autostrada Catania-Siracusa, precedentemente chiusa in direzione Catania con uscita obbligatoria ad Augusta.

Incendi di sterpaglie tra via Sabato Martelli Castaldi e via Nazario Sauro, un altro rogo nel Villaggio Rainbow di San Giuseppe La Rena, nel paradiso degli Aranci, nella periferia Sud della città. Su entrambi i fronti stanno operando i Vigili del fuoco, che fanno il possibile per far convergere diverse autobotti.

Le fiamme sono divampate anche a Misterbianco, grosso centro alle porte del capoluogo etneo, raggiungendo la villa comunale, una farmacia di via Garibaldi e il garage di una abitazione. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Le fiamme hanno danneggiato anche alcune vetture. Fuoco pure in un deposito di vernici lungo la strada provinciale 12, tra la l'area del Sieli e la Strada Statale 121 Paternò - Catania.

Il Prefetto Silvana Riccio ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi presso la sala operativa della Prefettura. Al Centro Coordinamento Soccorsi sono presenti i vertici delle Forze dell’Ordine, il Comandante dei Vigili del Fuoco. i rappresentanti della Città Metropolitana di Catania, della Polizia Stradale, dell’Anas, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile e dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste al fine di coordinare gli interventi necessari per fronteggiare gli incendi che stanno interessando l’intera provincia. Il centro Coordinamento Soccorsi rimarrà in funzione fino a cessate esigenze.

FIAMME NEL TRAPANESE. Un incendio è divampato in zona Grotticelli nel trapanese mettendo a rischio la riserva naturale orientata dello Zingaro. Il sindaco di Castellammare del Golfo, Niccolò Coppola, ha chiesto nuovamente l'invio di canadair che al momento risultano impegnati in altri incendi. Ieri dalle 23 circa un rogo partito da contrada Pilato ha devastato la montagna che sovrasta Castellammare del Golfo (Tp). L'incendio è ora circoscritto. Le circa 100 famiglie che erano state evacuate in zona Fraginesi sono rientrate in casa. Migliaia di ettari di macchia mediterranea e colture sono andate in fumo e alcune abitazioni risultano danneggiate. Due canadair sono in azione: alcuni focolai ancora attivi fanno mantenere il massimo stato di allerta a forze dell'ordine, vigili del fuoco e protezione civile al lavoro su Monte Inici.

Un altro incendio doloso è divampato a Paceco. Oltre 15 ettari di habitat protetti sono stati distrutti dal fuoco.

FUOCO NEL VILLAGGIO TURISTICO. Un incendio è divampato anche a San Vito Lo Capo (Trapani) nei pressi del villaggio turistico Calampiso dove ci sono circa 700 villeggianti che stanno evacuando la struttura a bordo di barche. Il sindaco Matteo Rizzo ha lanciato un appello sui social network per chiedere a chiunque sia in possesso di imbarcazioni in buono stato di raggiungere il porticciolo per dare un aiuto nelle operazioni di evacuazione della megastruttura che si trova a San Vito Lo Capo. "E' urgentissimo!", scrive il sindaco. 

"Siamo scappati in costume e ciabatte. Il nostro appartamento è stato avvolto dalle fiamme. Erano proprio sopra di noi. Ho preso mia figlia e sono andata in spiaggia. Ci hanno fatto andare via sui barconi che fanno il giro dello Zingaro. Prima donne e bambini e poi gli altri. Molti sono rimasti sulla spiaggia ad aspettare i soccorsi" dice Stella Belliotti, una delle turiste evacuate.

"Non ho nulla, solo il cellulare - ha spiegato - Abbiamo lasciato tutto lì per la paura. Dalla barca, il villaggio non si vedeva più. Era avvolto dal fumo. Mio padre ha fatto in tempo a spostare l'auto per metterla più in basso, vicino al mare, ma non so se la ritroveremo". La donna, assieme alla bambina, è stata accolta in una scuola di San Vito.

Alfio La Ferla, direttore della Tmc, la società che gestisce i servizi alberghieri della struttura conferma che "tutti gli ospiti di Calampiso sono in salvo e in questo momento si trovano a San Vito lo Capo, in attesa di fare rientro nella struttura". La struttura dispone complessivamente di circa 1.200 posti letto, gli ospiti sono infatti suddivisi tra appartamenti in multiproprietà e alcune camere d'albergo.

"L'incendio - spiega il direttore - si è sviluppato dalla montagna di contrada Sauci e le fiamme sono state spinte verso il villaggio dal forte vento. Per questo motivo è stata decisa l'evacuazione avvenuta via mare con le motovedette della Guardia Costiera e con alcune imbarcazioni di volontari che hanno partecipato alle operazioni di soccorso. In questo momento le fiamme sono state quasi del tutto domate, ma aspettiamo lo spegnimento degli ultimi focolai e il via libera delle autorità per riportare gli ospiti, via terra, nella struttura".

Calampiso, che si trova al confine con la splendida riserva naturale dello Zingaro, è stato minacciato in diverse occasioni dagli incendi spesso appiccati da piromani. L'anno scorso alcune centinaia di visitatori che erano all'interno della riserva trovarono riparo proprio all'interno del villaggio; un'altra evacuazione via mare della struttura era avvenuta alcuni anni fa sempre per motivi precauzionali.

ROGHI NEL MESSINESE. Gli incendi per il quarto giorno hanno ricominciato a non dare tregua a Messina, un nuovo vasto rogo si è sviluppato nel rione di Sperone e le fiamme stanno lambendo le case. Un altro incendio si sta sviluppando nel villaggio di Salice dove sono attivi i canadair. Intanto la Procura di Messina ha aperto un 'inchiesta contro gli atti incendiari ancora contro ignoti. Il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci che ieri aveva chiesto l'arrivo dei 'cacciatori' dei carabinieri oggi conferma dopo un colloquio con i vertici dell'Arma che gli è stato garantito che oggi arriverà il reparto speciale dei militari dell'Arma.

"I cacciatori dei carabinieri - spiega Antoci - sferreranno un duro colpo a coloro che pensano di offendere il territorio e mettono in serio pericolo la vita dei cittadini. Chi pensa di offendere la Sicilia e i suoi cittadini incendiando e creando danni alla biodiversità per tanti anni avrà una vita difficile e come sempre la legalità trionferà".

E' stato domato dopo nove ore il rogo che si è sviluppato nell'isola di Lipari. L'ultimo focolaio è stato spento intorno alle 10, grazie anche all'intervento di un Canaider dei vigili che ha bombardato con gettiti di acqua le zone piu' impervie della località di Quattropani. I danni sono ingenti: tre chilometri di macchia mediterranea ridotti in cenere, lambite villette e residence, distrutti vigneti e orti, serbatoi d'acqua e pali della luce. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che anche questo incendio, il decimo che si è sviluppato nell'isola nelle ultime settimane, sarebbe di origine dolosa.

NEL PALERMITANO MANCANO CANADAIR.  Da ieri brucia l'area nella zona di Blufi, nel palermitano. Vigili del fuoco e forestale hanno fatto evacuare alcuni residenti dalle abitazioni minacciate dalle fiamme. E' stato richiesto l'intervento dei canadair ma al momento non vi è alcuna disponibilità. Sono impegnate anche alcune squadre di volontari della protezione civile. Sempre in corso l'incendio sviluppatosi ieri a Cozzo Busino nella zona di Giacalone nel territorio di Monreale (Pa), dove ancora operano due pattuglie del Corpo Forestale quattro squadre antincendio e due autobotti. Anche qui richiesto con esito negativo l'intervento di un canadair.

Situazione seria a Gallina e Colombo, nel territorio di San Mauro Castelverde (Pa) dove sono a rischio centinaia di ettari bosco di conifere. Stanno operando due pattuglie del Distaccamento Forestale di Gangi, una squadra antincendio e un'autobotte. Presente anche la protezione civile del Comune di Gangi. Inoltre tanti agricoltori del luogo, preoccupati per le loro aziende agricole si sono attivati con trattori e ruspe.