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lunedì, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 11/07/2017

Pizzo al mercato di Adrano

Colpo al clan Scalisi: 39 in manette. Il gruppo legato alla cosca etnea dei Laudani controllava le attività commerciali locali. TUTTI I NOMI

ADRANO (CATANIA) - Operazione della polizia di Catania denominata 'Illegal duty': su delega della Dda della Procura sono state eseguite ordinanze cautelari nei confronti di 39 presunti appartenenti al clan Scalisi di Adrano, collegato alla cosca Laudani di Catania.

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di droga, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, danneggiamento. L'ordinanza eseguita dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano, consente di disarticolare la cosca Scalisi, decapitandone i vertici.

Le indagini hanno consentito di verificare come la "famiglia" sottoponeva sistematicamente ad estorsione la gran parte delle attività commerciali di Adrano, in primo luogo il mercato ortofrutticolo. 

Nonostante fosse detenuto, il boss Giuseppe Scarvaglieri, capo del clan Scalisi, continuava dal carcere a mantenere la leadership del gruppo impartendo ordini e disposizioni. Il boss continuava a essere, come riferito da un collaboratore di giustizia, 'l'autorità suprema del gruppo', che, oltre a compiere rapine ed estorsioni, imponeva una sorta di 'dazio' ai fornitori di generi alimentari che volevano fare entrare la loro merce ad Adrano e in particolare nel mercato ortofrutticolo del paese. Il gruppo inoltre compiva attentati intimidatori sia per costringere gli imprenditori a pagare sia a pagare di più. 

LA LETTERA DEL BOSS DAL CARCERE. "Carissimo e stimatissimo fratuzzo mio... chi può permettersi di giudicarvi a te e a mio figlioccio? Voi siete le persone storicamente più vicine alla mia famiglia, voi avete dato tanto a me. Niente e nessuno può giudicarvi all'infuori del sottoscritto. Voi siete e fate parte integralmente della mia famiglia. se c'è qualche individuo che crea confusione, a quale titolo? Chi é e cosa rappresenta?".

E' un passo di una missiva - scritta in carcere dal boss Giuseppe Scarvaglieri e letta da Alfredo Mannino a un componente del gruppo. "Ho dato incarico - prosegue Mannino leggendo la missiva di Scarvaglieri - a mio figlioccio. Devi essere a fianco a lui, uniti su tutti i punti di vista. Chi si ritiene vicino alla mia famiglia deve rispettare le mie decisioni. Tutti devono stare vicini a voi. Chi non accetta questo non fa parte della mia famiglia. Chi fa uso e consumo del mio nome per i propri interessi avrà ciò che merita. Voglio solo che si fanno cose buone con serenità e lealtà".

GLI ARRESTATI. Giuseppe Scarvaglieri, 49 anni, inteso "Pippu ‘u zoppu"; Pietro Maccarrone, 48 anni, inteso "Fantozzi o Occhialino"; Alfredo Mannino, 53 anni, inteso "‘u Caliaru"; Vincenzo Biondi, 40 anni, inteso "Enzo Trevi"; Giuseppe Mannino, 54 anni, inteso "’u Caliaru"; Claudio Zermo, 37 anni, inteso "Ficaruni", tratto in arresto a Genova; Salvatore Severino, 38 anni, inteso "‘u Cunigghiu"; Pietro Severino, 60 anni, inteso "‘u Trummutu"; Salvatore Di Primo, 26 anni, inteso "Pisciavinu"; Biagio Mannino, 30 anni, inteso "’u Caliaru"; Alfredo Bulla, 33 anni, inteso "’a Zotta"; Alessio La Manna, 29 anni; Massimo Merlo, 45 anni; Roberto Alongi, 41 anni; Antonino Furnari, 21 anni, inteso "Ogghiu Vecchiu"; Agatino Leanza, 23 anni; Antonino Leanza, 21 anni, inteso "Pasticcino"; Carmelo Scafidi, 50 anni, inteso "Testa rossa"; Nicola Santangelo, 41 anni, inteso "Cola’ a niura"; Agatino Perni, 40 anni; Giuseppe Maccarrone, 29 anni; Pietro Castro, 20 anni; Vincenzo Valastro, 22 anni, inteso "‘a Giraffa o Enzu ‘u longu"; Vincenzo Pellegriti, 23 anni; Salvatore Scafidi, 20 anni, inteso "Testa rossa"; Sebastiano Salicola, 28 anni, inteso "Sebi"; Giuseppe Sinatra, 22 anni; Angelo Bulla, 42 anni, inteso "’a Zotta"; Mauro Giuliano Salamone, già Mauro Giuliano Raciti, 26 anni, inteso "L’indianu"; Angelo Calamato, 37 anni; Giuseppe Pietro Lucifora, 40 anni, inteso "Pietro Diecimila"; Alfio Lo Curlo, 25 anni, inteso "’u Patataru"; Maurizio Amendolia, 48 anni; Alfredo Pinzone, 53 anni; Massimo Di Maria, 39 anni; Emanuel Bua, 27 anni.