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sabato, 16 dicembre 2017

Caporalato a Patern˛, sequestro Dia
Braccianti romeni a 25 euro al giorno

Reclutava manodopera con una societÓ fittizia precostituita, requisiti beni per 10 milioni di euro

CATANIA - Un salario giornaliero di 25 euro, dal quale venivano decurtati cinque euro per un alloggio in condizioni precarie, e quanto veniva speso per i generi di prima necessità.

E' la condizione in cui veniva costretta a lavorare dall'alba al tramonto, anche con violenze e minacce, la manodopera romena, comprese donne, fatta arrivare in Sicilia proprio per essere sfruttata nei campi da Rosario Di Perna, di 61 anni, nativo di Raccuja (Messina) ma domiciliato a Paternò (Catania), imprenditore agricolo i cui beni, del valore di circa 10 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Dia di Catania.

Rosario Di Perna ed il figlio Calogero, di 31 anni, erano stati arrestati insieme con sette romeni nel 2015 nell'ambito dell'operazione 'Slave' con l'accusa di aver costituito un'associazione, operante a Paternò e in Romania, per il reclutamento di manodopera romena da impiegare in assenza delle garanzie minime di tutela spettanti ai lavoratori, secondo le forme e modalità del cosiddetto 'caporalato'.

Rosario Di Perna era stato già arrestato nel 2013 per usura e truffa all'Inps ed era stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione. In quella occasione aveva trasferito al figlio e alla moglie i beni ora sequestrati dalla Dia, che ha svolto accertamenti patrimoniali anche nei confronti dei familiari ed evidenziato evidenziato l'assenza per l'imprenditore agricolo di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti ed una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto.

I beni sequestrati sono diversi rapporti bancari in corso di quantificazione, otto automezzi, due aziende (la Difruit Srl di Paternò, che opera nel commercio all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli e la ditta individuale Di Perna Calogero, che opera nel settore delle colture agrumicole) 20 fabbricati e 48 appezzamenti di terreno, per un totale di oltre 50 ettari, a Paternò, Belpasso, Biancavilla, Ramacca ed in provincia di Messina, a Floresta e Patti.