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luned́, 11 dicembre 2017

Fi: "Si ripete lo scempio del governo Crocetta"


PALERMO - Il presidente della Regione Rosario Crocetta martedì mattina incontrerà, insieme al dirigente della protezione civile, Calogero Foti, i sindaci di Chiaramonte Gulfi e di Patti, per pianificare provvedimenti finalizzati a garantire gli aiuti necessari alle aziende e ai territori colpiti dagli incendi di questi giorni. "La protezione civile - dice Crocetta - è in questo momento accanto ai sindaci per fronteggiare l'emergenza ed effettuare una prima valutazione dei danni. Martedì in giunta dichiareremo lo stato di emergenza nei territori colpiti".

E intanto è un fuoco di polemiche. "L'emergenza incendi in Sicilia è una storia vecchia, lo sanno anche i bambini che sono dolosi - dice il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini, segretario regionale della Sicilia occidentale - . Da anni chiediamo leggi che equiparino proprio gli incendi dolosi al tentato omicidio volontario e ai reati di mafia, in quanto i rischi di morte sono enormi e gli interessi sono di tipo mafioso".

"Basta dare un'occhiata al 'bollettino' in continuo aggiornamento di quanto avvenuto nelle ultime ore nel Ragusano e nel Messinese - continua -. Case di riposo evacuate, aziende agricole distrutte, strade chiuse, animali morti. Ma i governi centrali a trazione Pd sono indifferenti a tutto ciò. A loro interessano solo cose inutili ma ideologiche: come l'introduzione del gender a scuola, il via libera all'eutanasia o lo ius soli".

"A livello regionale - prosegue - da mesi sappiamo che migliaia di forestali siciliani erano e sono senza contratto. Senza considerare i ritardi nell'approvazione del bilancio regionale e nel trasferimento delle somme che, di fatto, hanno reso impossibile fare le gare per l'acquisto, ad esempio, della benzina e per la manutenzione delle autobotti. E allora come devono essere avvistati, prevenuti e debellati gli incendi?".

"L'assessore Cracolici e il governatore Crocetta - spiega - entrambi del Pd, hanno responsabilità enormi. Non può esserci alcuna giustificazione. È chiaro che tutto ciò, compresa la bocciatura del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti, non può rimanere senza conseguenze in prospettiva delle elezioni: chi sostiene questo governo fallimentare? Pd, Ap e centristi. Sono loro che devono essere giudicati dagli elettori. Forza Italia si tiri fuori e venga con Lega-Ncs, #Diventerà Bellissima e Fdi".

"Il governo regionale avrebbe potuto, a prescindere dai ritardi dell'approvazione del bilancio, programmare prioritariamente le risorse per organizzare con uomini, mezzi e attrezzature la campagna antincendio e l'attività di pulizia dei viali parafuoco fin dai primi mesi dell'anno, invece ha lasciato i territori sguarniti di ogni risorsa nell'impossibilità di potere anche solo minimamente far fronte alle più elementari esigenze organizzative e di manutenzione", dicono Sabina Barresi, Nuccio Massimino e Nino Marino, rispettivamente segretari provinciali Fai Cisl, Flai Cgli e Uila Uil di Messina.

"Non si ritiene che sia importante solo attenzionare i risultati di questi disastri ambientali - proseguono i sindacati - ma che sia più utile far comprendere la necessità che non solo è ragionevole, ma è anche indispensabile programmare e finanziare in tempo le attività di prevenzione incendi e di manutenzione del territorio".

"Oggi è fin troppo facile accusare di latitanza la politica e la burocrazia - concludono - ma il disastro ambientale avvenuto nella provincia di Messina deve far emergere nella coscienza di chi è preposto a sovrintendere questa importantissima attività, che bisogna far in modo che ciò non avvenga mai più perché non vi può essere risarcimento alcuno, né individuazione di responsabilità, che possano ripagare la distruzione di vaste aree del nostro territorio con un danno socio ambientale immenso".

"Fallisce la campagna antincendi, la Sicilia è in fiamme con gravi rischi per le vite umane e danni ingenti alla natura e al turismo, e nessuno sente il dovere di dimettersi", sostiene il parlamentare regionale Pd Pino Apprendi. "L'estate non scoppia improvvisamente - continua - si sa che a giugno inizia il caldo, ma a quante pare non lo sanno soltanto coloro che dovrebbero prevenire e combattere il fuoco".

"Non è accettabile - conclude - assistere inermi alla distruzione di colture e paesaggio ed al danneggiamento di centinaia di aziende. Una situazione grave che avrebbe potuto essere evitata con l'avvio di una preventiva campagna antincendio".

"Una mancata adeguata programmazione del piano antincendi da parte della Regione siciliana, che sarebbe dovuta avvenire nel corso della primavera, sta mettendo a serio rischio non solo il patrimonio ambientale regionale, bensì importanti infrastrutture, come nel caso degli Impianti di Kalat Ambiente a Caltagirone, andati in fiamme nelle scorse ore per cause legate alla calura estiva", dicono l'onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars, e Gaetano Benincasa, dirigente azzurro.

"Uomini, mezzi, logistica - aggiungono - non sono stati adeguatamente predisposti e oggi ci troviamo di fronte al disastro. La Regione non sostiene il lavoro degli operatori, lasciati spesso in balia degli eventi, anche quando drammatici. Lo scempio del governo Crocetta viene a ripetersi".