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luned́, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 26/06/2017

Tonfo generale, vota solo il 46,03%


ROMA - Il temuto crollo dell'affluenza ai ballottaggi c'è stato: nei comuni chiamati ad eleggere il sindaco è andato a votare meno del 50% degli aventi diritto, esattamente il 46,03%, un dato che tocca i livelli storici minimi e che è particolarmente insolito, perché l'elezione del primo cittadino in Italia è sempre stata molto sentita.

Il crollo è stato di quasi 12 punti percentuali rispetto al primo turno, particolarmente accentuato in alcune città: a Catanzaro ha votato il 47,05% contro il 72,44% del primo turno; bassissima l'affluenza a Taranto, dove ha votato solo il 32,87% (era stata del 58,51%) e soprattutto a Trapani, dove il risicato 26,75% dei cittadini andati a votare porterà un commissario nella città, nominato dalla Regione, visto che l'unico candidato rimasto in sella, Piero Savona del centrosinistra, dopo l'esclusione del candidato Girolamo Fazio del centrodestra, indagato, per vincere doveva avere oltre il 25% dei consensi ed una affluenza di oltre il 50% che è sembrata impossibile da raggiungere già alle 19, quando l'affluenza fu pari a solo il 16,69.

A Genova ha votato il 42,66% ma l'affluenza era stata più bassa del 50% anche al primo turno: era andato alle urne solo il 48,39%. Bassa anche l'affluenza a Como, arrestata al 35,82%, ad Asti (41,70%), a Oristano (43,91%). Dove non è andata male è stato a Padova, il capoluogo che, dopo Rieti (64,14%), ha visto la più alta affluenza alle urne, e dove è andato andati a votare il 57,03% dei cittadini; era andato il 60,77% l'11 giugno scorso. Hanno superato il 50% di affluenza le città di Lecce (52,72%) e l'Aquila (52,06%).

A livello nazionale, al primo turno era andato a votare il 60,07%, dato del Viminale che comprendeva 849 centri andati al voto (ma non le comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia); nel 2012, nelle omologhe aveva votato il 66,85%. Lo scorso anno, il 6 giugno del 2016, alle comunali aveva votato il 62,14% degli aventi diritto.