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luned́, 11 dicembre 2017

In manette ras degli aliscafi e l'ex sindaco, Rolex alla Vicari


PALERMO - Anche il governatore siciliano Rosario Crocetta risulta indagato nell'inchiesta che ha coinvolto l'armatore Ettore Morace, figlio del patron del Trapani, arrestato per corruzione insieme con il deputato regionale Girolamo Fazio, ex esponente di Forza Italia ed ex sindaco di Trapani, e il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto. Morace e il padre sono proprietari della compagnia di traghetti Liberty lines, alla quale sarebbero stati fatti dei favori in cambio di tangenti.

Il presidente della Regione è accusato di concorso in corruzione e avrebbe ricevuto un avviso di garanzia notificato dai carabinieri. "Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini", dice Crocetta.

La parte dell'inchiesta relativa al governatore ruota attorno alla richiesta di Morace di estendere oltre il termine del 3 settembre i collegamenti con le Egadi, servizio che ha fruttato all'armatore tre milioni di euro. Morace, dunque, avrebbe ottenuto l'estensione del servizio dalla Regione. Agli atti dell'indagine risulta che l'armatore era solito dire di aver pagato a Crocetta una vacanza a Filicudi.

"Il 12 settembre 2016 - scrivono i carabinieri - Morace veniva chiamato da Di Caterina. Tra i vari argomenti affrontati tutti relativi ai trasporti marittimi e dopo avergli raccontato di aver invitato il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta sulla sua barca e di avergli pagato l'albergo sull'isola di Filicudi, Morace riferiva che gli avrebbe inviato una mail sulla questione dell'Iva". 

Il presidente della Regione replica: "Non ho avuto alcun rapporto con Morace per la mia vacanza a Filicudi. L'anno scorso con Morace ci fu un braccio di ferro incredibile perché voleva un contratto di servizio troppo alto a nostro avviso. Il governo non cedette di un millimetro".

UN ROLEX ALLA SOTTOSEGRETARIA. Nell'inchiesta sono indagati anche la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap), palermitana, e un uomo del suo staff, Marcello Di Caterina: in cambio di un Rolex datole dall'imprenditore, avrebbero presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l'Iva sui trasporti marittimi, determinando un risparmio di milioni di euro per la società di Morace. 

"Zio Nunzio, ci ho pensato ce lo voglio fare il regalo, quei due regali a questi due personaggi", dice Morace a un collaboratore non sapendo di essere intercettato, alludendo all'orologio che voleva regalare ai due. Di Caterina oggi nel corso di una perquisizione ha ridato il Rolex del valore di 5 mila euro, scontati a 4 mila circa, ai carabinieri. "Morace - scrive il gip - invitava a mandare una dipendente dell Liberty Lines con funzioni di segretaria ad effettuare l'acquisto e dava indicazione di comprare uno orologio da donna e uno da uomo entrambi in acciaio. La donna avrebbe dovuto scegliere i modelli più economici e con il massimo dello sconto. A fare avere l'orologio alla Vicari fu Manfredi Asta, fratellastro della sottosegretaria e dipendente di Morace. In una conversazione del 24 dicembre scorso, intercettata, Vicari ringrazia Morace del pensiero. "Sei stato davvero un tesoro", gli dice.

La sottosegreteria in serata ha annunciato le dimissioni. "Poiché la mia permanenza nell'incarico di sottosegretario al ministero delle Infrastrutture comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il governo che ho avuto l'onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni". 

GLI ALTRI INDAGATI. Oltre a Crocetta, Vicari e Di Caterina sono indagati il candidato al Consiglio comunale di Palermo Marianna Caronia, la dirigente dell'assessorato regionale alle Infrastrutture Salvatrice Severino, il luogotenente dei carabinieri Orazio Gisabella e Sergio La Cava, presidente della società Navigazione Generale Italiana s.p.a collegata al gruppo imprenditoriale facente capo all'armatore messinese Franza. Per Severino, Gisabella e La Cava la Procura aveva chiesto provvedimenti cautelari che il gip non ha concesso non ravvisando le esigenze. Non è escluso che possano esserci altri indagati.

CHI E' FAZIO
. Fazio è anche candidato a sindaco di Trapani alle prossime amministrative. E' stato sindaco di Trapani fino al 2012. E' un imprenditore del settore vinicolo. Ex alleato del senatore Antonio D'Alì, ora suo concorrente alle prossime amministrative, ha poi lasciato Forza Italia.

L'inchiesta ruoterebbe attorno a tangenti su fondi per il trasporto marittimo. La famiglia Morace, da sempre vicina a Fazio, gestiva la compagnia di traghetti Ustica Lines da cui è nata la Liberty Lines che collega Trapani alle isole minori. La moglie del patron della compagnia, Vittorio Morace, padre dell'arrestato è nella lista degli assessori designati da Fazio.

Ieri un altro candidato, il senatore di Fi Antonio D'Alì, processato per concorso in associazione mafiosa, aveva annunciato la sospensione della campagna dopo aver saputo che la Dda aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato.

RIBALTAMENTO DELLA SENTENZA. Dalle indagini viene fuori che Morace avrebbe cercato di ottenere un intervento presso il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per la Regione siciliana per ottenere il ribaltamento della sentenza del Tar del 21 febbraio 2017 con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla sua compagnia di navigazione, contro l'annullamento della gara d'appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. L'annullamento era stato stabilito dalla Regione siciliana, a causa delle sovracompensazioni illecite ottenute da Morace. Di fatto, con la decisione del Tar, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro.

Attraverso i favori di Montalto e di Fazio l'armatore avrebbe ottenuto "bandi su misura" per i collegamenti tra la Sicilia e le isole minori potendo contare su finanziamenti regionali gonfiati rispetto alle esigenze reali. Fazio è stato definito dal gip "stabilmente asservito a Morace". Il deputato e il funzionario ricevevano in cambio assunzioni di persone da loro segnalate nelle imprese di Morace, e Fazio anche l'uso di una Mercedes e biglietti navali.

IL SISTEMA MORACE. Secondo gli inquirenti, il funzionario regionale arrestato avrebbe bloccato poi, in cambio di soldi, la nomina di un consulente regionale sgradito a Morace. Altra contestazione, che riguarda anche due politici nazionali, che avrebbero ricevuto avvisi di garanzia per corruzione, riguarda la modifica di un emendamento che abbassò dal 10 al 4 per cento l'iva sui trasporti marittimi urbani, interamente a carico dell'armatore. Operazione che ha creato un ammanco di 7 mln dalle Casse dello Stato.

In cambio i due politici avrebbero ricevuto orologi Rolex. Infine Morace avrebbe assunto la figlia di un sottufficiale dell'Arma in servizio a Perugia che raccoglieva informazioni in danno del suo ex concorrente storico, il messinese Franza. Anche il carabiniere è indagato. Il dossier doveva finire in Procura e poi essere inviato per competenza a Palermo così da indurre i pm ad aprire una inchiesta.

LA DENUNCIA DI UNA EX CONSULENTE. Ad anticipare l'inchiesta, segnalando la non regolarità dei bandi predisposti dalla Regione nel 2014, fu Nadia Luciano, collaboratrice della rivista giuridica Svimez ed ex consulente dell'assessorato regionale alle Infrastrutture e trasporti. Come ex consulente aveva ritenuto non corretti i bandi, perché sovradimensionati, indicano nuovi criteri.

Ustica Lines all'epoca dei fatti aveva preteso che il bando, oggetto di contenzioso, fosse considerato valido, chiedendo la firma del contratto e minacciando il licenziamento dei marittimi. Nonostante questo la stessa società aveva continuato a fornire il servizio nelle tratte per le Eolie e le Egadi, rivendicando di aver vinto la gara.

Dopo questa disputa e dopo i successivi bandi senza esito, l'ex assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, aveva pensato a nuovi bandi seguendo, però, gli stessi criteri dei precedenti oggetto del contenzioso giudiziario. Per la tratta relativa a Lampedusa, l'ex assessore, dopo altri bandi andati deserti a causa degli stessi errori già segnalati dall'ex consulente, aveva proceduto a un'aggiudicazione diretta proprio a Ustica Lines per un milione e trecentomila euro, per 83 giorni di servizio.

"Non sta a me commentare i fatti di questa mattina - spiega Nadia Luciano -, ricordo però che la mia attività in quel settore e in quel periodo è stata contraddistinta da molteplici relazioni tecniche stilate in conformità ai prescritti normativi sulla materia. Cessato il mio incarico, apprendo stamani dalla stampa, si apre nuovamente una pagina difficoltosa per i collegamenti marittimi che hanno bisogno ora più che mai di una corretta e coerente programmazione".