Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
marted́, 12 dicembre 2017

Il pizzo erano le auto, quattro arresti

In manette esponenti dei clan etnei Brunetto e Cintorino: a due titolari di concessionarie di Taormina imponevano la consegna di vetture e soldi

TAORMINA (MESSINA) - I carabinieri hanno eseguito a Taormina (Messina) e nella provincia di Catania, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Messina su richiesta della locale Dda, nei confronti di quattro persone ritenute presunti esponenti di Cosa nostra etnea, considerati responsabili, a vario titolo, di estorsione con l'aggravante del metodo mafioso.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda Antonio Faranda, 38 anni, Emanuele Bianco, 44 anni del clan Brunetto di Catania e Enzo Ferriero, 31, e Carmelo Porto, 60, esponente clan Cintorino di Catania.

L'indagine, denominata "Good Easter", ha permesso di fare luce su una serie di presunte estorsioni. Secondo l'accusa gli indagati operavano anche nel Comune di Taormina tentando di sottoporre a estorsione rivendite di autovetture. A una delle due vittime era stata imposta la consegna di un'autovettura sotto pressanti minacce mafiose. L'imprenditore ha consegnato il veicolo a fronte del quale sono stati consegnati due assegni uno dei quali riferibile a un conto corrente già estinto mentre l'altro riferito a un conto corrente con un saldo negativo.

Mentre il secondo imprenditore non ha ceduto alle richieste estorsive ed è stato anche preso a schiaffi. In questa ultima fattispecie l'organizzazione mafiosa ha mutato l'oggetto della richiesta che in prima istanza erano delle autovetture e richiedendo successivamente il pagamento di una somma in denaro a titolo di "pizzo".