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luned́, 11 dicembre 2017

Droga dall'Albania in Sicilia, 9 arresti

Colpo ai clan Nardo e Santapaola-Ercolano: a Vizzini la base del gruppo, Michele D'Avola era l'uomo chiave. NOMI E FOTO

CATANIA - Sei persone arrestate e tre provvedimenti cautelari notificati in carcere: è il bilancio dell'operazione 'Ciclope 2' dei Carabinieri del nucleo investigativo di Catania nei confronti di nove persone ritenute appartenenti al gruppo di Michele D'Avola, attivo a Vizzini (Catania) e Francofonte (Siracusa) e legato ai clan mafiosi Santapaola-Ercolano e Nardo.

Sono nove i destinatari del provvedimento restrittivo, uno è attualmente irreperibile. Gli arrestati sono Gianluca Giarrusso, di 35 anni, Erson Zhuka, di 33, e Gesualdo Montemagno, di 33, ai quali il provvedimento è stato notificato in carcere; Massimiliano Lo Presti, di 34, e Carmela Quaderno, di 45, che sono stati rinchiusi rispettivamente nel carcere di Bicocca e Piazza Lanza, e Gesualdo Lo Presti, di 34, e Giuseppe Prossimo, di 31, che sono stati posti ai domiciliari. GUARDA LA FOTOGALLERY.

L'ordinanza cautelare del Gip, emessa su richiesta della Dda della Procura di Catania, ipotizza, a vario titolo i reati di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga aggravati dal metodo mafioso.

L'indagine fa seguito all'inchiesta aperta da carabinieri nel 2012 su quattro omicidi e due tentati omicidi avvenuti tra Francofonte, Vizzini e Grammichele. Vittime erano soggetti collegati, a vario titolo, a gruppi ben inseriti nel tessuto criminale della zona. La faida fu fermata il 19 settembre del 2013 con i fermi dell'operazione Ciclope.

Gli sviluppi delle indagini hanno permesso, non soltanto di riscontrare ulteriormente il ruolo di vertice rivestito da D'Avola, ma anche di appurare che a Vizzini c'era la base di un gruppo dedito al traffico e allo spaccio di grosse quantità di sostanze stupefacenti provenienti dall'Albania rivendute nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa.

Nella nuova inchiesta emerge anche il ruolo di figure di rilievo come quella di Carmela Quaderno, convivente di D'Aavola, e di Gianluca Giarrusso, 35 anni, che avrebbe svolto il ruolo di "reclutatore" degli affiliati provvedendo anche, durante la loro detenzione, al sostentamento economico delle loro famiglie anche per le spese legali.