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luned́, 11 dicembre 2017

Emiliano in Sicilia: "Noi oltre il 5%"

Il candidato alla segreteria nazionale del Pd a Caltanissetta e Catania: "Basta leader onnicomprensivi"

CALTANISSETTA - "Penso che supereremo tranquillamente lo sbarramento del 5 per cento alle lezioni per la segreteria nazionale. La nostra candidatura è arrivata dopo la chiusura del tesseramento, ma considero umiliante per la leadership fare campagna sul tesseramento. Ci stanno sostenendo in tantissimi ed è commovente quello che sta succedendo".

Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale del Pd, continua il tour elettorale della Sicilia. Dopo Palermo, oggi a Caltanissetta per un incontro nei locali del centro culturale 'Michele Abbate', poi nel pomeriggio a Catania. "La nostra è l'unica mozione realmente alternativa ai mille giorni che si sono conclusi con le dimissioni del presidente del consiglio e del nostro segretario del partito. Il nostro è un altro modo di concepire la politica, basato sul 'noi', senza leader onnicomprensivi e personalistici con una squadra capace, che conosce i territori e che darà spazio alle autonomie locali".

"Miriamo a ricostruire un centro-sinistra ampio e soprattutto - ha aggiunto Emiliano - a ricostruire un rapporto con il Mezzogiorno. Il Partito democratico, purtroppo non è stato in grado in questi anni di capire e lavorare con il Mezzogiorno e utilizzarlo come mezzo di riscatto dell'economia nazionale".

"Ci vuole un Partito democratico che difenda tutti quelli che non contano nulla, che non sono solo disoccupati o clochard, sono alle volte imprenditori con molte decine o migliaia di dipendenti che rischiano di essere travolti dai cambiamenti dell'economia" aggiungendo che il partito "si è occupato soprattutto di banche, petrolieri e finanzieri più che di cittadini".

Ai giornalisti che gli hanno chiesto di indicare i problemi più urgenti da risolvere nel Paese ha risposto: "La nostra mozione - ha precisato - vuole riportare l'asse fondamentale del partito verso i cittadini italiani. L'elenco di criticità da risolvere è lungo, abbiamo una pubblica amministrazione che costa ancora moltissimo e non assume neanche i giovani validissimi che noi prepariamo e sui quali investiamo moltissimo".

"Esiste anche una difficoltà per i giovani - ha sottolineato - che vogliono costruire le proprie imprese, basta un piccolo fallimento iniziale per bruciare un'intera vita di un giovane imprenditore. Negli altri Paesi non funziona così, un piccolo fallimento può starci, ma nonostante ciò il sistema aiuta i giovani imprenditori a riprendere il cammino. Qui basta saltare il piccolo pagamento di qualche cambiale, anche per ragioni obiettive e si perde la credibilità bancaria e questo è un fatto assolutamente grave".

"Dobbiamo anche ricostruire - ha chiosato Emiliano - una cultura del lavoro, ci sono tanti lavoratori, tanti dipendenti sia della pubblica amministrazione che del settore privato che si sono sentiti traditi dal Pd".