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mercoledì, 13 dicembre 2017

Sindrome di Down: rigenerazione nervosa dall’uva rossa

Nuccio Sciacca / 
Presentata all'ospedale Garibaldi la ricerca del Cnr sull'uso del resveratrolo

La disabilità intellettiva è tra le conseguenze più evidenti dell’alterazione cromosomica che caratterizza i soggetti con sindrome di Down. La presenza di una terza copia del cromosoma 21 riduce, in particolare, la capacità di generare nuove cellule nervose nell’area del cervello denominata ippocampo. Una ricerca attesta ora che utilizzando il resveratrolo, un polifenolo presente in un’ampia varietà di piante e frutti, tra cui l’uva rossa e quindi il vino, è possibile stimolare la formazione di nuovi neuroni.

Lo studio, condotto dall’Istituto di biomembrane e bioenergetica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbe-Cnr) di Bari è stato presentato in occasione della Giornata mondiale della persona Down al Garibaldi di Nesima dalla coordinatrice del lavoro, Rosa Anna Vacca. La conferenza è stata preceduta dai saluti dell’assessore al welfare Angelo Villari, della consigliera Ersilia Saverino, della parlamentare regionale Concetta Raia e dei medici: Massimo Buscema, presidente dell’Ordine, Giovanni Squatrito, direttore della scuola di endocrinologia e da Tony Palermo, primario pediatra.

La presidente dell’Associazione persone Down, Aida Fazio, ha invece ripercorso la storia della sezione catanese. "Con questo lavoro, eseguito su linee cellulari di un modello animale con sindrome di Down, dimostriamo che il resveratrolo è in grado di ripristinare la neurogenesi agendo a livello dei mitocondri - ha spiegato Rosa Anna Vacca -. In condizioni normali, i mitocondri forniscono l’energia necessaria per alimentare i diversi processi cellulari, tra cui la proliferazione e la corretta funzionalità dei neuroni, che risultano alterati nelle persone con sindrome di Down e vengono invece riportati a valori normali dal resveratrolo. Esistono migliaia di studi sugli effetti protettivi del resveratrolo in diverse malattie, da quelle metaboliche e neurodegenerative a quelle dell’apparato cardio-vascolare e nell’invecchiamento: è però la prima volta che questa molecola viene testata in sindrome di Down, attraverso un meccanismo che inoltre correla il deficit della funzionalità dei neuroni alla ridotta funzionalità mitocondriale".

"Anche in Italia è in fase di organizzazione un trial clinico in cui, in collaborazione con il Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna, si valuteranno gli effetti del resveratrolo e dell’Egcg, da soli e in combinazione, su un gruppo di persone con sindrome di Down. In uno studio pilota pubblicato lo scorso anno avevamo già riportato l’efficacia dell’utilizzo combinato, in un bambino con sindrome di Down di 10 anni, di Egcg con acidi grassi omega-3 nel ripristinare alterazioni critiche della sindrome senza alcun effetto collaterale", ha concluso Rosa Anna Vacca.    

Nella foto da sn Raia, Buscema, Squatrito, Vacca, Russo, Villari e Saverino