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luned, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 10/03/2017

"C' chi lavora e chi va da Giletti"

Scambio di fuoco tra Faraone e Crocetta. Il sottosegretario: "Costruisce dossier fasulli". Il governatore: "Non mi ha mai chiesto scusa per Tutino"

CATANIA - "C'è chi ama lavorare, chi ama fare provvedimenti concreti e chi ama invece passare pomeriggi all'Arena di Giletti o intere giornate a costruire dossier fasulli nei confronti di avversari politici e alleati. Buttare fango su persone perbene". Parte con le parole del sottosegretario alla Salute Davide Faraone la disputa con il governatore siciliano Rosario Crocetta.

Commentando l'attività del presidente della Regione a margine di un incontro a Catania, Faraone non si è lasciato pregare: "Abbiamo lavorato nonostante una zavorra non da poco - aggiunge l'esponente del Pd di area 'renziana' - e siamo stati una sorta di girello. Ma con il girello, lo so, ti muovi a fatica, resisti, certamente non corri. Avremmo voluto fare più in fretta e meglio, avremmo voluto chiudere Riscossione Sicilia e creare un fisco amico dei siciliani, avremmo voluto che tutti i soldi destinati fossero stati ben spesi in Sicilia...".

Poche ore dopo arriva la risposta di Crocetta: "A Davide Faraone voglio ricordare che né lui né i suoi amici sono stati garantisti. Io lo sono stato sempre. Quando uscì la finta intercettazione su Matteo Tutino pubblicata da "L'Espresso", fu proprio Faraone alle 8.30 del mattino a lanciare la prima nota di massacro nei miei confronti, chiedendo le mie dimissioni e a seguire ovviamente tutti, avendo dato Faraone una rappresentazione falsa di quei fatti. Faraone non mi ha mai chiesto scusa, neppure in privato".

"Voglio dire a Faraone - continua Crocetta - che è inutile buttarla in politica. Richiedo un chiarimento pubblico; le linee che noi scegliamo per gli appalti devono servire a proteggere le piccole e medie imprese e l'occupazione, contrastando le politiche di monopolio su appalti e acquisti in Italia che oggi vedono coinvolta una stazione appaltante dello Stato come la Consip, che ho sempre denunciato. Voglio dire a Faraone che il problema non è l'assessore Alessandro Baccei, ma lui stesso".