Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
venerdì, 15 dicembre 2017

I torinesi ce l'hanno con Catania
"No allo scippo del Museo Egizio"

Piantoni e raccolta di migliaia di firme per bloccare la nascita della sede distaccata: "La Sicilia trabocca di beni culturali, pensi a valorizzarli anziché rubare quelli altrui"

TORINO - Contro "lo scippo dell'Egizio", un comitato recentemente costituitosi ha già raccolto 3.500 firme on line e oggi è di piantone di fronte al Museo a Torino. Obiettivo, sensibilizzare i visitatori e raccogliere altre firme per bloccare il progetto del prestito di alcune migliaia di pezzi a Catania, dove il ministero dei Beni culturali, la Fondazione Museo Egizio e il Comune punterebbero a creare una sorta di sede distaccata del museo torinese.

"Dire che i pezzi destinati al prestito non sono esposti ma vengono dai magazzini - afferma Carlo Comoli, portavoce del comitato - è arrampicarsi sui vetri, ogni grande museo ha reperti nei depositi. Avallare questa operazione significa creare un precedente pericoloso per tutti i grandi musei italiani. L'Egizio è parte dell'identità di Torino, i suoi tesori devono restare qui. La Sicilia, che trabocca di beni culturali, pensi a valorizzarli anziché scippare quelli altrui".

"Alla sindaca di Torino, Chiara Appendino - aggiunge - chiediamo di bloccare l'operazione e farsi dare i soldi promessi a Catania. Sarebbero meglio spesi all'Egizio, dove 800 mila visitatori sono tanti, ma potrebbero ancora aumentare".