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venerd́, 15 dicembre 2017

Pubblicato: 18/02/2017

Pd, dalla Sicilia appello all'unità

I leader regionali del partito scongiurano la scissione. Faraone: "Nessuno vuole una sinistra che continua a dividersi moltiplicando se stessa"

La gran parte del Pd siciliano, alla vigilia dell’assemblea nazionale del partito, chiede unità e cerca di scongiurare una scissione che, se da un lato alimenta e i sogni e gli ideali di una parte della sinistra radicale, di fatto potrebbe creare la fine del partito di maggioranza. Una posizione scontata, per il sottosegretario Davide Faraone.

“Ricordo gli anni delle prime Leopolde. Quella del big bang, in particolare. Nel Pd i cosiddetti - scrive su facebook - i “renziani” eravamo una piccolissima minoranza. In tanti, convinti di essere maggioranza nella società, spingevano Matteo ad andare fuori da un partito che dimostrava di sopportarci a stento. Matteo ha sempre respinto questa ipotesi. Leggere oggi chi dice “non è più il Pd, ma il PdR (il Partito di Renzi)” fa male, fa male soprattutto a chi come me è testimone di quel periodo. È stata dura resistere nel Pd in quel periodo, è stato difficile resistere alla tentazione delle sirene, di chi ci voleva fuori, più forti e senza catene ideologiche”.

“Abbiamo resistito perché abbiamo sempre creduto che frammentare il Pd sarebbe stata una follia minoritaria e che, rispetto alle grandi sfide del Paese e del mondo, servisse un grande partito. “Eravamo stanchi della sinistra che continua a distinguersi e a moltiplicare i partiti. Essere minoranza in un partito è complicato, faticoso, ma preparare, con idee e proposte, l’alternativa e puntare a diventare maggioranza ti dà l'adrenalina, la forza e l’entusiasmo della sfida”.

“Sosterrò la candidatura di Matteo Renzi al congresso, penso si sarà capito. Non condivido le idee di chi oggi vi si contrappone, però credo abbiano lo spazio, il diritto e il dovere di continuare a farlo nel Pd, proponendo progetti e candidature alternative. Spero che domenica, all’Assemblea nazionale, saremo tutti insieme a decidere regole condivise affinché il percorso sia davvero democratico”.

“Una scissione non ha senso” dice Enzo Bianco, presidente dell’area LiberlPd e sindaco di Catania. E’ proprio il primo cittadino a lanciare un appello “forte e convinto” a tutti gli esponenti del Pd in vista dell’assemblea di domani. Per Bianco nel Pd “c'è spazio e bisogno di tutte le anime e le diverse sensibilità. Moderiamo i toni. Confrontiamoci. Il Congresso è la sede naturale per farlo. La maggioranza rispetti le sensibilità diverse, ma le minoranze rispettino le decisioni degli iscritti conclude Bianco - Il Pd è un grande progetto, non indeboliamolo nel momento in cui ce n'è più bisogno”. Ma anche dalle altre correnti arrivano chiari segnali per ricucire lo strappo. “L'unità del Pd è un bene per la democrazia e per l’Italia.

“Non dividiamoci, rimaniamo in sieme nel Pd”. Questa è la richiesta che in questi giorni ho sentito dagli elettori e dagli iscritti del partito sul territorio. È necessario che questa richiesta di unità sia ascoltata a Roma da tutti coloro che hanno la responsabilità di salvaguardare l'unità, evitando una scissione che sarebbe una grande sofferenza per chi crede nel Pd e un grande regalo alla destra e al M5S” aggiunge il vicepresidente dell’Ars e presidente della direzione del Pd in Sicilia, Giuseppe Lupo, leader regionale di AreaDem.

“Condivido la posizione espressa da Dario Franceschini che sostiene le ragioni di un partito unito, plurale e aperto al contributo di idee diverse, che devono trovare la sintesi necessaria per il bene del Paese”, aggiunge. Una “sciagura”.

Per Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura e fra i leader dei giovani turchi (vicino al ministro Andrea Orlando) del Pd nell’Isola, l’ipotesi di una scissione dentro il partito va evitata in ogni modo. “Lavoro perché questa sciagura non si consumi” spiega. Per l’assessore, infatti, una frattura dentro i democratici sarebbe “una sconfitta che dovremmo giustificare con la storia”.