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lunedý, 11 dicembre 2017

Pubblicato: 05/11/2016

Rapine violente, 7 arresti a Bagheria

Armati e con le facce coperte colpivano impunemente da due anni. Ma un assalto sventato Ŕ decisivo per la cattura

PALERMO - Sgominata una banda di rapinatori che colpiva nella zona di Bagheria. La polizia ha arrestato Salvatore Borgognone, 21 anni, Filippo Bruno, 26, Vincenzo Di Pasquale, 34, Francesco Costanzo, 25, Renato Randazzo, 55, N. C., 24, e P. T., 31.
 
L'operazione ha consentito di ricostruire diverse rapine consumate e altre tentate ai danni di esercizi commerciali, alcune anche particolarmente violente e remunerative, perpetrate prevalentemente nel territorio bagherese, tra marzo 2015 e gennaio 2016.

I criminali usavano armi e targhe rubate. L’indagine è scattata dopo l'assalto a un imprenditore aggredito nell’androne di casa poco dopo la chiusura del proprio negozio. I banditi lo avevano seguito fino all’interno del portone di casa, quando, con le facce coperte e le armi in pugno, sono entrati in azione facendosi consegnare l’incasso e oggetti di valore.

Gli agenti sono riusciti a risalire al mandante della rapina, ovvero Francesco Costanzo, un parente della vittima. E da lì i poliziotti hanno scoperto una fitta rete di contatti con alcuni malviventi palermitani.

Diversi i colpi messi a segno: come quello del 30 novembre 2015, quando quattro malviventi a bordo di due scooter di grossa cilindrata hanno assaltato un distributore di carburante Q8 di Misilmeri, impossessandosi di 3.000 euro e facendo perdere le loro tracce.

Gli investigatori hanno tracciato un profilo dei criminali dopo aver visionato le immagini che li immortalavano e grazie alle attività di appostamento e pedinamento hanno appurato che alcuni indossavano capi d’abbigliamento utilizzati dai rapinatori.

Svolta fondamentale per l’indagine è stata la rapina del 5 gennaio scorso all’istituto di credito Toniolo di Marsala, sventata proprio dalla polizia: in qull’occasione erano stati fermati Borgognone e Filippo Bruno, “figlio d’arte” di Natale, ritenuto ai vertici della “famiglia” di Brancaccio e arrestato nel 2014.