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sabato, 16 dicembre 2017

Pubblicato: 13/09/2016

Meno alunni, ma pių classi e professori

La Lombardia č la regione con pių iscritti. In calo gli studenti al Sud, ma in Sicilia le aule pių affollate. Diminuisce anche il fenomeno della dispersione scolastica. Giannini: "C'č ancora tanto da fare". FOTO

CATANIA - Meno alunni, più classi e prof. sono i dati dell'anno scolastico 2016/17 che segnano l'inversione di tendenza avviata dopo la riforma della "Buona scuola", al netto delle proteste e dei disagi. Sono lievemente diminuiti, infatti, dal 2014 a oggi, gli alunni iscritti nelle scuole statali italiane. Al contrario, il numero delle classi è aumentato, come quello dei prof, arrivati a 800 mila (tra organico di diritto e quello di fatto), grazie anche alle 120 mila assunzioni varate in questi due anni. L'APERTURA DELLE SCUOLE A CATANIA

Tra le regioni, è la Lombardia a registrare, per tre anni consecutivi, il maggior numero di bambini e ragazzi iscritti, anche grazie ai giovani di origine straniera. All'ultimo posto rimane invece il Molise, a causa dell'estensione territoriale: ma è tutto il Sud a perdere alunni, in particolare, Campania, e poi Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna. Secondo i dati Miur, entro il 15 settembre (a esclusione di Bolzano, dove la prima campanella è già suonata il 5 settembre) torneranno tra i banchi 7.816.408 studenti. Un anno fa gli alunni ai nastri di partenza erano 7.861.925, nello stesso mese del 2014 7.881.632. In crescita invece il numero delle classi formate (368.341 nel 2014, 369.902 nel 2015 e 370.597 oggi) e quello degli alunni con disabilità presenti. Se nel 2014-15 questi ultimi erano 210.909 e nel 2015-16 216.452, ora sono 224.509.

Negli ultimi tre anni la Lombardia ha mantenuto il primato per numero di scolari e studenti iscritti nei propri istituti. E contrariamente al trend nazionale la loro cifra è addirittura aumentata: erano 1.181.659 nel 2014, 1.185.662 nel 2015, mentre quest'anno hanno superato quota 1,9 milioni. Tra le regioni con più studenti, nonostante il calo degli iscritti, ci sono anche la Campania (933.149; 920.964; 909.010), la Sicilia (769.346; 763.529; 754.438) e il Lazio (739.377; 741.633; 737.940). Fanalino di coda, nella classifica a 18 (assenti la Val D'Aosta e il Trentino Alto Adige a statuto speciale), il Molise con soli 41.800 alunni iscritti nel 2014, 40.834 nel 2015 e 39.983 nel 2016. Se la maggior parte delle regioni registra un calo di alunni, alcuni territori, oltre alla Lombardia, ottengono invece un segno positivo. Tra questi il Piemonte, (537.274; 539.583; 540.138), l'Emilia Romagna (539.281, 544.819, 547.048) e la Toscana (478.595; 482.264; 482.162).

In generale, nel nostro paese dal 2014 sono diminuite le istituzioni scolastiche, passando dalle 8.519 articolate in 41.383 sedi del 2014, alle 8.384 distribuite in 41.286 sedi del 2015 e alle 8.281 in 41.163 sedi del 2016. Ma allo stesso tempo anche i numeri della dispersione hanno registrato un segno meno. "Sono diminuiti nel corso degli ultimi tre anni - ha osservato oggi il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini - ma c'è ancora tanto lavoro da fare. Tutta la 'Buona scuola' è finalizzata a combattere la dispersione". E a potenziare la classe docente. "Stiamo assumendo 120 mila insegnanti - ha ricordato nei giorni scorsi Giannini - fra il piano straordinario di assunzioni del 2015 e le immissioni in ruolo di quest'anno", circa 30 mila. "Entro il 2018 saranno 180.000 gli assunti da questo governo nella scuola".