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domenica, 25 febbraio 2018

Pubblicato: 27/07/2016

Le posizioni espresse in Piemonte


TORINO - Il Movimento 5 Stelle dice no al conferimento nell'inceneritore del Gerbido, a Torino, di 15 mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Regione Sicilia.

"Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere - sostiene in una nota la maggioranza pentastellata - che l'incenerimento non sia la soluzione al problema dei rifiuti, ovunque essi siano prodotti. Rimaniamo quindi perplessi e preoccupati del fatto che si facciano scelte come questa".

Dello stesso parere il capogruppo Cinque Stelle in Regione Piemonte, Giorgio Bertola: "E' inaccettabile che il Piemonte - dice - si trasformi nella pattumiera delle regioni italiane solo per far quadrare i conti di Trm, società di gestione dell'inceneritore. Abbiamo chiesto comunicazioni in aula al presidente Chiamparino".

CHIAMPARINO: "SONO ANCHE RIFIUTI DI COMUNI CINQUESTELLE"."La Sicilia ci ha chiesto di accogliere circa 4mila tonnellate di rifiuti: se le verifiche di compatibilità con i nostri impianti avranno esito positivo, non vedo che differenza possa fare la provenienza geografica di questi rifiuti, dalla Sicilia, dalla Liguria o da altra regione, tenendo anche conto che magari in queste 4mila tonnellate sono confluiti anche quelli di qualche Comune amministrato dal M5s", ha affermato in una nota il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

"La Regione Piemonte ha accettato una richiesta di disponibilità e di aiuto da parte del governo per la gestione dei rifiuti della Regione Sicilia - aggiunge -. Abbiamo fatto tutte le verifiche tecniche con i vari impianti di smaltimento di rifiuti del Piemonte e dato disponibilità a riceverne 15mila tonnellate".

IL M5S SICILIANO: "SITUAZIONE EVITABILE". "La scelta di conferire i rifiuti proprio nella città amministrata da Chiara Appendino ci appare una provocazione politica", sostengono i portavoce in Regione Sicilia del Movimento 5 Stelle. Altro che accordo trionfale. L'invio dei rifiuti fuori regione era evitabilissimo, se solo avessero ascoltato i nostri appelli". 

"Nel maggio 2015 - dicono i deputati Giampiero Trizzino (Ars), Claudia Mannino (Camera) e Ignazio Corrao (Bruxelles) - il dipartimento regionale rifiuti scriveva alla Protezione civile per manifestare la prospettiva della spedizione dei rifiuti fuori la Sicilia entro 12 mesi. A gennaio 2016 avevamo lanciato un appello pubblico all'amministrazione regionale per programmare per tempo tutti gli step necessari ad evitare l'emergenza e contemporaneamente scrivere un piano rifiuti che potesse traghettare la Regione fuori da decenni di mala gestio".

"Non hanno fatto nulla di tutto ciò - aggiungono -, la Sicilia è piena di rifiuti in estate, con un notevole danno economico per questa situazione evitabilissima, legata all'incapacità di Crocetta e della Contrafatto".

"Ora - continuano i tre deputati - si scrive trionfalmente di un accordo col Piemonte per spedire i rifiuti a Torino. Come sempre verificheremo i dettagli dell'accordo e le modalità stesse con le quali è stata scelta proprio la città amministrata da Chiara Appendino come destinazione dei rifiuti, cosa che ci appare una chiara provocazione politica".

"La cosa veramente grave - concludono Trizzino, Mannino e Corrao - è che non si sta facendo niente per realizzare un sistema integrato di gestione dei rifiuti, si vive solo di emergenze e dei giochini politici tra Faraone, Crocetta e la Contrafatto".