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martedì, 22 gennaio 2019

Pubblicato: 21/04/2014

Un catanese a Cannes

"Più buio di mezzanotte" di Sebastiano Riso verrà presentato a La semaine de la critique del Festival del cinema 2014

CATANIA - "Racconto le cose che la gente non vuole vedere, che si lasciano ai margini". Così Sebastiano Riso, il regista del film Più buio di mezzanotte che sarà presentato alla Semaine de la Critique del Festival de Cannes 2014 (14-25 maggio). Prodotto da IdeaCinema, in collaborazione con Rai Cinema e distribuito da Istituto Luce Cinecittà, il film, che ha al centro il mondo degli emarginati, ha nel cast Davide Capone e Lucia Sardo con Pippo Delbono, Carla Amodeo, Sebastian Gimelli Morosini, Giovanni Giulizia, Gabriele Mannino e Rosario Raineri e con la partecipazione straordinaria di Fabio Grossi e Micaela Ramazzotti.

Questa la storia raccontata dal film. Davide non è un adolescente come gli altri. C'è qualcosa in lui, nel suo aspetto, che lo fa somigliare ad una ragazza. Davide ha quattordici anni quando scappa di casa. Il suo istinto, o forse il destino, lo porta a scegliere come rifugio il parco più grande di Catania, Villa Bellini: è un mondo a parte, che il resto della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, a cui appartengono anche 'La Rettorè e il resto del suo gruppo di amici, coetanei di Davide e come lui scappati dalle rispettive famiglie. Quando Davide viene accettato in quella famiglia allargata, il passato da cui stava fuggendo sembra svanire definitivamente. Fino a quando il passato irrompe nel presente e a Davide tocca la scelta più difficile, di fronte alla quale si trova, questa volta senza possibilità di fughe o rinvii, da solo.

"Sono molto onorato che 'Più buio di mezzanotte rientri tra i film che saranno presentati alla Semaine de la critique, una sezione che durante il festival del cinema di Cannes si distingue per originalità e coraggio - dice il regista Sebastiano Riso -. Perché 'Più buio di mezzanottè è un film dedicato a tutti coloro che vivono coraggiosamente lottando per affermare la loro identità 'non conformè, vittime di una società che del diverso ha paura".

E ancora il giovane regista sottolinea che "raccontare la sessualità di uno zingaro, di un disabile può essere più facile che raccontare quella di un proletario normale come Davide. Un ragazzo che alla fine preferisce isolarsi, come fa appunto lui a Villa Bellini a Catania, un posto che nasconde una meravigliosa bolla di reietti, quelli che la società bene non vuole vedere. Il mio vuole essere solo un romanzo di formazione dell'adolescenza di Davide, una specie de i 400 colpi del terzo millennio".

Il film. Davide non è un adolescente come gli altri. C'è qualcosa in lui, nel suo aspetto, che lo fa somigliare ad una ragazza. Davide ha quattordici anni quando scappa di casa. Il suo istinto, o forse il destino, lo porta a scegliere come rifugio il parco più grande di Catania: Villa Bellini è un mondo a parte, che il resto della città fa finta di non vedere. Il mondo degli emarginati, a cui appartengono anche La Rettore e il suo gruppo di amici, coetanei di Davide e come lui scappati dalle rispettive famiglie. Quando Davide viene accettato in quella famiglia allargata, il passato da cui stava fuggendo sembra svanire definitivamente. Fino a quando il passato irrompe nel presente e a Davide tocca la scelta più difficile, di fronte alla quale si trova, questa volta senza possibilità di fughe o rinvii, da solo.